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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 22 ottobre 2012

Investire in Borsa? Sì ma in Germania...

Il Dax ha segnato un rialzo del 24,14% nei primi nove mesi del 2012.

In barba agli emergenti, verrebbe da dire. La Borsa di Francoforte è quella che ha mostrato la migliore performance da inizio anno tra i listini mondiali. L’indice Dax ha segnato un rialzo del 24,14% in questi primi nove mesi del 2012.
In Europa solo un’altra piazza, quella di Zurigo haevidenziato un avanzo a due
cifre anche se ben distanziata (+11,26%) da quella tedesca.
Tra i principali mercati azionari globali si è fatta notare anche Wall Street con l’S&P500 in rialzo del 15% e il Nasdaq del 20% da inizio anno.
E di Piazza Affari non si vede manco l’ombra. Mentre tutti i principali listini europei e non solo tentano di superare la crisi dei mercati, la piccola Borsa Italiana sembra non riuscire a rialzarsi e l’unica soluzione che hanno gli azionisti italiani pare essere quella di uscire dal Paese per affacciarsi su mercati migliori, emergenti o sviluppati che siano.
TUTTI HANNO FATTO MEGLIO
. «Visto l’impatto devastante della crisi», si interroga Edoardo Chiozzi Millelire, responsabile per l’Italia di Convictions Asset Management, «ci si può chiedere quali Borse siano andate così male come Piazza Affari. Non molte per la verità. Quest’anno fra i principali indici, il Ftse Mib è circa al 3%, la Spagna a -11%, la Cina a -4% e il Giappone all’1% . Praticamente tutti gli altri hanno fatto meglio», spiega il gestore basato a Parigi. «Piazza Affari ha molto sofferto a causa della crisi del debito della zona euro. Il nostro paese è ripiombato in recessione con un Pil che dovrebbe scendere di più del 2% quest’anno. L’alta composizione di titoli finanziari, i più esposti in questa crisi, è stato un ulteriore fattore penalizzante», osserva.
I MIGLIORI E I PEGGIORI. Dall’inizio del 2012 i titoli con il segno meno a Piazza Affari sono moltissimi e con perdite considerevoli. I peggiori: sul Ftse Mib A2A ha ceduto il 40,01%, sull’All Share Eukedos ha perso il 93,39%, sul Mid Cap Unipol ha lasciato sul terreno il 62,99% e sul Ftse Star Biancamanoha ceduto il 40,86%.
Ben diversa la situazione sul Dax 30, il principale listino di Berlino dove solo tre società mostrano un saldo negativo da inizio anno: l’azienda della grande distribuzione Metro Group (-15,85%), che tra marzo e aprile ha perso quasi il 30% sulla scia dei deludenti dati di bilancio 2011, Infineon, produttore di semiconduttori (-13,9%) e ThyssenKrupp (-4,15%).
I tre titoli migliori, sempre da inizio anno, sono invece la conglomerata beni di consumo Henkel (+41,8%), la farmaceutica Bayer (+37,3%) e il colosso dei software Sap (+34,4%).
In Italia, a testimonianza di un mercato piuttosto volatile, i titoli migliori hanno messo a segno crescite da record: sul Ftse Mib Ferragamo (quotato a giugno 2012) ha guadagnato il 60%, sull’All Share Bonifiche Ferraresi il 112,70%, sul MidCap Camfin il 99,2% e sul Ftse Star Elen il 62,4%. source
PAROLA AI GESTORI – «Le migliori performances sono venute dal Dax tedesco», spiega Chiozzi Millelire, «che ha approfittato dello statuto di valore rifugio della Germania, che però ora comincia a soffrire a livello economico. L’altro grande “vincitore” di quest’anno sono gli Stati Uniti, che hanno una banca centrale molto proattiva per sostenere la crescita. Inoltre gli ultimi dati sembrano confermare una reale ripresa dell’immobiliare, settore i cui problemi sono stati all’origine di questa crisi».
Ma il mercato tedesco non è l’unico che potrebbe regalare rendimenti interessanti.  «Io punterei sulla borsa svizzera come mercato in generale», spiega Massimo Siano, head of Italian market per Etf Securities, «mi sembra quello relativamente più affidabile persino sul più fragile dei settori, quello bancario-assicurativo (tra quelli che meno preferisco). Per chi vuole puntare su un settore azionario, direi quello petrolchimico e darei anche un occhio alle società che costruiscono impianti ed infrastrutture per il trasporto di gas naturale e petrolio».
di Gianluca De Majo