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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 2 ottobre 2012

INVESTIMENTI... il Private equity crolla del 43%


Nel primo semestre il controvalore complessivo è sceso a 868 milioni, mentre il numero di operazioni è diminuito dell'8%, a 147.
Non si arresta il rallentamento dell’industria del private equity in Italia. Nel primo semestre 2012 il numero di operazioni è sceso dell’8%, a 147, mentre il controvalore complessivo è caduto del 43%, a 868 milioni.
E’ quanto emerge dalla ricerca sul mercato dell’investimento in capitale di rischio condotta da Aifi Italian Private Equity and Venture Capital Association, l’associazione di categoria, in collaborazione con PwC-Transation Services. Sono 56 gli operatori che hanno realizzato almeno un’operazione, su un totale di 161 censiti da Aifi. Presentando i dati, il presidente di Aifi, Innocenzo Cipolletta, ha sottolineato che «bisogna tenere conto del contesto dell’economia italiana, ovvero di una recessione molto pesante». Il calo è particolarmente marcato nelle operazioni di buyout (acquisto), scese, in termini di ammontare, del 56% a 512 milioni. Male anche il fronte della raccolta: soltanto otto operatori hanno tirato un nuovo fondo, per un totale di 320 milioni (-17%). Nella seconda parte dell’anno, stando a quanto emerso nel corso della conferenza stampa, una ventina di operatori stanno cercando di raccogliere un nuovo fondo, ma gli ostacoli che incontrano, ha detto Cipolletta, rendono «probabile che la raccolta 2012 sarà inferiore a quella dell’anno scorso».
IL NUMERO DEI DISINVESTIMENTI È CALATO DEL 41%.
Le difficoltà a raccogliere nuovi fondi e a trovare target in cui investire alle condizioni auspicate sono strettamente connesse ai problemi a cedere le aziende partecipate: nel primo semestre, infatti, i disinvestimenti hanno registrato una contrazione del 41% in termini di numero, a 44, e un tracollo del 94% guardando al controvalore, a 141 milioni.
Del resto, ha evidenziato Cipolletta, negli ultimi anni sono praticamente scomparse le Ipo, «che dovrebbero rappresentare la via d’uscita normale» per il private equity. source
PREVISIONE: IL SECONDO SEMESTRE SARÀ MENO NERO.
In prospettiva, il secondo semestre promette di essere meno disastroso rispetto alla prima parte dell’anno. «Qualche operazione di dimensioni importanti è stata chiusa dopo il 30 giugno», ha affermato Francesco Giordano, partner di PwC, citando Valentino e Ducati. Del resto, la potenza di fuoco non manca: Aifi calcola che gli operatori attivi in Italia abbiamo a disposizione 6,2 miliardi, mentre il portafoglio ha un controvalore al costo di 19,6 miliardi. L’allungamento del periodo di permanenza delle partecipazioni in portafoglio (attualmente attestato in media attorno ai quattro anni e mezzo), ha spiegato Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, fa pensare che gli operatori si siano messi alla finestra, continuando a lavorare sulle aziende partecipate, in attesa che il ciclo economico riparta.