La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

giovedì 11 ottobre 2012

Africa, 17 fondi puntano sul Continente nero


Gli operatori più attivi vanno dalla casa tedesca DWS a JP Morgan passando per Julius Baer. Rendimenti al 30%. Un mercato con regole complesse.

La vera novità di questo autunno 2012 sul panorama dei fondi di investimento in Italia? «L’Africa, che sta diventato la nuova Asia», afferma un gestore fondi di una delle tre maggiori società di gestione del risparmio italiano.

L’offerta, ineffetti, non manca. Sono ben 17 i fondi che puntano sul continente nero.
L’AFRICA? «E’ LA NUOVA ASIA». Per molti operatori, l’Africa è il mercato del prossimo futuro. «Per molti aspetti, l’Africa è la nuova Asia», spiega Malek Bou-Diab, portfolio manager del fondo di Bellevue BB African Opportunities, uno dei maggiori in questo ambito.
Il fondo è azionario e include 50 titoli di aziende africane con una capitalizzazione media di 200 miliardi di dollari. L’esposizione maggiore è sull’Egitto che, spiega Bou-Diab è anche il Paese che ha fatto maggiori progressi verso una democrazia e che ha un’economia bilanciata.

Difficile l’analisi dei titoli. Non basta leggere un report.

Proprio come per l’Asia qualche anno fa tuttavia, i titoli azionari africani possono essere particolarmente volatili, una caratteristica che spaventa gli investitori italiani e europei.
«Il lancio di fondi pensione locali in Egitto, Kenya, Marocco e Nigeria ha reso il mercato più profondo. Resta tuttavia scoperto il fronte dell’analisi dei titoli. Non si tratta di mercati in cui basta leggere un report per fare decisioni di investimento mirate», spiega Bou-Diab.
TRE CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI TITOLI. Ecco perché il team del manager valuta i titoli in base a tre caratteristiche differenti. La prima è la trasparenza, «i numeri devono essere corretti», la seconda è un dialogo con il management aziendale, un ottimo indicatore per essere sicuri che l’azienda possa generare ritorni».
Un esempio recente è l’Egitto, dove il mercato azionario è stato sospeso per circa due mesi durante la rivoluzione partita con la primavera araba.
La terza caratteristica è la possibilità di crescita. Il team di gestione del fondo BB African Opportunities prende in considerazione le fonti di ricavo passate e future, adattate al maggiore rischio dei mercati locali rispetto all’Europa e agli Stati Uniti.
MA CONTANO ANCHE LIQUIDITA' E CONTESTO. Oltre a questi tre parametri, l’analisi continua sulla liquidità dei titoli e sulle condizioni macroeconomiche del paese in cui opera l’azienda.
I titoli industriali e infrastrutturali egiziani per esempio dovrebbero beneficiare delle politiche del Paese per attrarre investimenti esteri, e i libri contabili delle banche del paese sono più solidi di quanto atteso dal mercato.
Il governo si è anche impegnato per limitare la volatilità della valuta locale, che a sua volta potrebbe favorire le aziende importatrici.
I CASI KENYA E NIGERIA. Un altro Paese sotto la lente di Bou-Diab è il Kenya, dove la situazione macroeconomica è in via di stabilizzazione. Restano tuttavia ancora da risolvere alcune conseguenze della grave siccità che ha colpito il paese nel 2011, che hanno causato la necessità di importare beni di consumo e alimentari. Per favorire questo processo la banca centrale aveva abbassato gli interessi fino al 6%.
Guardando al futuro, resta una destinazione tattica anche la Nigeria, dove era stata creata una “bad bank” a causa della difficoltà delle banche nel concedere prestiti. source
Secondo Bou-Diab questo è migliorato, anche se la possibilità del paese di sostenere la crescita attuale sarà da verificare costantemente.
Nel paese restano interessanti gli investimenti nel settore delle infrastrutture.
«Opportunità che tuttavia, a causa dell’arretratezza del paese sul fronte dell’elettricità, sono condizionate a un grande se», conclude il manager.
17 FONDI PER INVESTIRE NEL CONTINENTE NERO. Tornando in Italia, non mancano gli strumenti a disposizione degli investitori italiani per avere accesso alle opportunità del Continente nero.
Secondo Morningstar, sono 17 i fondi azionari africani disponibili in Italia, e in particolare offerti dalla casa tedesca DWS a JP Morgan fino a Julius Baer.
Tra le performance migliori nel ultimo anno spicca quella di Fulcrum Asset management, boutique inglese che offre fondi che investono nella crescita dell’Africa nera.
In Italia sono disponibili il  Fulcrum Ucits III Africa Y che nello scorso anno ha realizzato un ritorno del 30% e il Fulcrum UcitsIII Africa A, con rendimento del 29%.
Morningstar assegna invece il rating più alto, pari a 4 stelle, ai 4 fondi di JP Morgan offerti in Italia, che sono denominati sia in euro che in dollari.