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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 24 settembre 2012

Gli Emergenti ri-cominciano la guerra....alle valute


Prima la FED Berny Bernanke, poi la BCE di Draghi e subito dopo la BOJ (banca nazionale del Giappone) hanno annunciato importanti operazioni di liquidità nei mercati monetari, mettendo palesemente a rischio la continuità di crescita dei cosiddetti paesi emergenti.

Come se non bastasse anche la Cina quest'anno s'è messa a pompare denaro fresco per placare le turbolenze economiche di quel paese.
Inoltre, un'altra possibilità d'intervento monetario potrebbe arrivare anche dalla Banca d'Inghilterra, che, vista la decadenza della sua economia s'accoderebbe così all'altra Banca Centrale del vecchio continente, la BCE.

Con questo clima, che dire “drogato” è ancora poco, paesi emergenti come il Brasile ed altri, a gran voce protestano per un pericolo strisciante che aleggia sulle loro economie.

Ma quale sarebbe questo pericolo?

Si sa che i “quantitative easing” altro non sono che iniezioni di denaro fresco immesso nei mercati monetari, in modo da far scendere il valore di quello circolante e favorire così l'economia del paese emittente.

E visto che i paesi in questione sono un gran bella fetta del PIL mondiale, i restanti si troveranno improvvisamente svantaggiati, in quanto le loro valute, subiranno un graduale ma costante apprezzamento, provocando così non poche difficoltà commerciali nell'export dei loro prodotti.

Una concorrenza “sleale” insomma!

Che gli “emergenti” avessero un rallentamento delle loro economie già si sapeva, specie dopo il 2008, data d'inizio della crisi mondiale, volutamente provocata della finanza made in USA.

Con queste ultime manovre però, le loro difficoltà si sono accentuate, sentendosì così coinvolti, loro malgrado, nei pasticci d'una finanza “drogata”, sfacciatamente cinica, nei confronti dei paesi economicamente sani, che, nonostante tutto tirano la carretta anche per gli altri.

Concludendo, non resta da pensare, che se solo gli annunci di manovre monetarie nei paesi emergenti, hanno avuto un effetto così deleterio, figurarsi che succederà quando queste verranno attuate!