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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 11 settembre 2012

Facebook perde più della capitalizzazione di Lehman Brothers in meno di 3 mesi


Le azioni passano da 38 a 18 dollari in meno di 90 giorni: e ci guadagnano solo gli investitori.

Alzarsi la mattina e ricevere una chiamata insolita: "Hey sai che domani sono in vendita le azioni di Facebook vero?! io ho 2 mila euro da parte..investo tutto.."
Scoprire - a distanza di soli 90 giorni - che il tuo amico è molto più povero di prima. Oltre ad essere parecchio incazzato, ovviamente.

Un colpaccio che non è riuscito non solo a lui, ma alla totalità delle persone che nel social network di Mark Zuckerberg hanno creduto a tal punto da investire più di qualche spiccio.

Sembrava una gallina dalle uova d'oro, ma così non è stato. Anzi.

Dopo esser sfumato inesorabilmente il successo dell'Ipo è ora il valore di mercato a destare più di qualche sospetto: il Social Network è sceso di oltre 50 miliardi di dollari. Non milioni, signori: miliardi!

Il New York Times dà l'avviso:

    Facebook ha perso più della capitalizzazione di mercato persa a sua volta da Lehman Brothers nell'intero anno della bancarotta

Conti alla mano, un'azione che 3 mesi fa veniva venduta a 38 dollari vale oggi circa 18 dollari. E questi problemi economici - sempre secondo il NYT - si stanno ripercuotendo nella caccia ai talenti e ingegneri all'interno della società: due anni fa la gente avrebbe fatto carte false pur di entrare nel colosso americano.

Oggi non c'è nemmeno la fila.

Ci sarebbe poi un colpevole a tutto questo: David Ebersman, il chief financial officer di Facebook. Ricordatevelo questo nome, perchè lui è l'uomo dietro l'arrivo di Facebook in Borsa

Il New York Times punta il dito: "E' lui la causa della dell' attuale rovina di Facebook".

I motivi?  Aver autorizzato l'iniziale prezzo di 38 dollari ad azione contro quello suggerito tra i 29 e i 34 dollari e aver autorizzato la vendita ulteriore di 25 milioni di azioni nei giorni precedenti alla quotazione.

E - come già accaduto con LinkedIn - a trarne vantaggio sono stati solo gli investitori iniziali. source