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giovedì 6 settembre 2012

Bundesbank contro il piano Draghi: “Potrebbe far slittare le riforme”



Il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ”è contrario al piano di acquisti illimitati di titoli di Stato da parte della Bce”. 
Lo ha detto la Banca centrale tedesca in una nota, precisando che il piano ”potrebbe far slittare le riforme” nei Paesi a rischio.
In Germania anche il partito cristianosociale Csu, al governo con Merkel, critica aspramente il piano Bce sull’acquisto dei bond.
”Il finanziamento degli Stati stampando moneta è sbagliato e pericolosissimo”, dice il segretario del partito bavarese, Alexander Dobrindt: ”La Bce deve essere una banca della stabilità, non dell’inflazione”.

“La Bce agisce in modo indipendente, nel quadro del suo mandato”, è invece il commento di Angela Merkel dopo le dichiarazioni di Draghi sull’acquisto illimitato di bond da parte della Bce, al termine dell’incontro alla Moncloa con il premier spagnolo Mariano Rajoy. La cancelliera tedesca ha  poi precisato: “Tutte le misure che servono alla stabilità monetaria, come quelle della Bce, non possono sostituire le azioni politiche”.

Bce compra “alla tedesca” illimitato ma non gratis. Le decisioni di Draghi

“Il voto di oggi mostra che non solo gli ex membri della lira ma anche gli altri, con decisione quasi unanime, sono a favore degli acquisti di bond. Non credo a questa caricatura di una cosa all’italiana. C’è stata una sola voce di dissenso. Lascio a voi intendere di chi si tratta”. Si è ovviamente pensato alla Germania. Mario Draghi, nel giorno più atteso, quello dell’intervento per introdurre il piano anti-spread dopo la riunione della Bce spiega le misure per risollevare le sorti dell’euro, e lo fa tenendo a puntualizzare che non si tratta di una roba all’italiana. ”Si comincia col piano antispread. Dobbiamo difendere l’integrità della politica monetaria dell’Eurozona perchè l’euro è irreversibile”.

Sugli acquisti dei titoli di Stato Draghi ha quindi sottolineato che “sono coerenti con il mandato della Bce“. Gli acquisti di titoli di Stato “non avranno limiti quantitativi ex ante”, ha spiegato Draghi. La “dimensione degli interventi sarà adeguata al conseguimento degli obiettivi”. E “occorre cercare il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale nel programma di aiuti”. Tuttavia, l’intervento è vincolato all’impegno dei governi a realizzare le riforme e i programmi concordati. Sono elementi “necessari” perchè la Bce possa intervenire sui bond, ha spiegato il presidente della banca centrale europea. “Gli acquisti dei bond da parte della Bce saranno sulla parte breve della curva dei rendimenti e verranno sterilizzati”. La Bce interromperà le proprie azioni di acquisto titoli in caso di mancato rispetto degli accordi da parte dei paesi.

I governi, laddove sia necessario “siano pronti ad attivare l’intervento dei fonfi Efsf-Esm”. Draghi ha evidenziato che gli interventi sono sottoposti a “strette condizioni”. Questa azione rappresenterà “una garanzia effettiva” contro distorsioni di mercato che dovranno essere eliminate. Con questo piano, denominato “Transazioni monetarie dirette restiamo rigorosamente entro i limiti del nostro mandato”. La Banca centrale europea ha deciso anche di ampliare le garanzie che le banche possono fornire in cambio di liquidità.

Il voto sulle decisioni della Bce non è stato unanime. E qui Draghi si è concesso la battuta: “C’è stato un voto in dissenso: sta a voi indovinare chi”. Tutti, ovviamente, hanno pensato alla Germania. Solo mercoledì la Merkel si era infatti detta contraria ad acquisti illimitati di bond da parte della Bce. “Il voto di oggi – ha affermnato Draghi – mostra che non solo gli ex membri della lira ma anche gli altri, con decisione quasi unanime”, sono a favore degli acquisti di bond.

“La Bce – ha assicurato Draghi – agisce in modo indipendente, nel quadro del suo mandato”. Ma Draghi manda un messaggio anche ai governi: “Tutte le misure che servono la stabilità monetaria, come quelle della Bce, non possono sostituire le azioni politiche”. ”Occorre cercare il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale nel programma di aiuti cui anche la Bce parteciperà”, ha quindi detto Draghi riferendosi in particolare al monitoraggio dei paesi aiutati.

Tassi di interesse e inflazione. I tassi di interesse dell’area euro restano fermi al minimo storico dello 0,75%, secondo quanto stabilito dalla Banca centrale europea al termine della riunione di inizio mese del Consiglio direttivo. Francoforte ha lasciato invariati anche il tasso marginale all’1,5% e quello sui depositi a zero. Lievi ritocchi al rialzo sulle previsioni di inflazione dell’area euro da parte della Bce, che comunque restano nell’ambito dei valori obiettivo. Ora sul 2012 i tecnici della Banca centrale si attendono un’inflazione media tra il più 2,4 e il più 2,6%, mentre sul 2013 stimano una dinamica tra il più 1,5 e il più 2,5%. Nelle stime fornite il giugno scorso sul 2012 indicavano tra il più 2,3% e il più 2,5% mentre sul 2013 stimavano tra più 1 e più 2,2%. “L’inflazione è attesa sopra il 2% nel 2012 e poi al di sotto di questa soglia durante il 2013, a valori in linea con gli obiettivi di stabilità prezzi”, ha affermato Draghi.

La reazione della Merkel. ”La Bce agisce in modo indipendente, nel quadro del suo mandato. ’Tutte le misure che servono la stabilità monetaria, come quelle della Bce, non possono sostituire le azioni politiche”. Il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ”è contrario al piano di acquisti illimitati di titoli di Stato da parte della Bce”. Lo ha detto la Banca centrale tedesca in una nota, precisando che il piano ”potrebbe far slittare le riforme” nei Paesi a rischio.

I mercati hanno ovviamente reagito positivamente alle parole di Draghi. Lo spread è sceso sotto i 380 punti. Le Borse europee allungano il passo. I listini europei portano i guadagni oltre il punto percentuale, mentre Piazza Affari sale sopra il 3%. In miglioramento anche Madrid (+1,8%), Francoforte (+1,52%) e Parigi (+1,51%). Più indietro Londra (+0,83%). source