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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 12 luglio 2012

UNICREDIT e le altre BIG BANKS alle prese con la crisi, ristrutturazioni, contrasti col personale.

La crisi "morde" i colossi bancari italiani sempre più alle prese con ristrutturazioni e tagli del personale.

Intesa S.P. come Montepaschi, per arrivare alla "number one" Unicredit sono più che mai alle prese con una crisi senza precedenti. Nonostante il paracadute fornito dalla  BCE, o l'iniezione di liquidità dei "Tremonti Bond" per quanto riguarda BMPS, i lavori di ristrutturazione aziendale s'abbattono inevitabilmente sui costi d'impresa. Ecco che allora dipendenti nel panico o giù di lì con filiali prossime a chiudere i battenti e sportelli che spariscono....
E' di qualche giorno fa la notizia che in UNICREDIT si va verso lo sciopero per il "semplice motivo" che, (coi tempi che corrono) l'azienda non vuole corrispondere al personale il "premio aziendale" relativo al 2011.

***I sindacati hanno proclamato per il prossimo 27 luglio uno sciopero in Unicredit in seguito al fallimento della procedura di conciliazione presso l’Associazione banche italiane (Abi). Secondo quanto si apprende da fonti sindacali la decisione è stata presa in seguito alla chiusura da parte dell’azienda di erogare al personale il premio aziendale relativo al 2011.
La posizione di UniCredit rispetto alla trattativa con i sindacati che si è innescata all’Abi per il premio aziendale 2011 «é grave». Lo sostiene il segretario nazionale della Fabi, Mauro Morelli. «Dopo l’erogazione di quasi 100 milioni di premi discrezionali più bonus e di 270 milioni di stock option, riteniamo particolarmente grave la presa di posizione Unicredit».*** source

Stessa aria si respira anche in Banca Intesa, dove lo sciopero è già avvenuto giorni addietro con un'adesione massiccia da parte dei dipendenti del 2° Gruppo bancario italiano. Le motivazioni si intrecciano con quelle di Unicredit, taglio delle filiali, paura dei i licenziamenti, taglio dei costi scaricati sul personale, ecc..ecc..

Per quanto riguarda il Gruppo Montepaschi....è meglio stendere un velo pietoso. Al punto in cui siamo, la Banca sembra alla canna del gas, un valore di mercato ridotto al lumicino per gestioni discutibili che l'hanno portata nel marasma in cui si trova.