La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

venerdì 27 luglio 2012

Materie prime, il clima si accanisce contro il mais


Il caldo e la carenza di pioggia danneggiano anche le coltivazioni in Russia, Ucraina ed Europa meridionale, non solo nel Midwest americano.
Le quotazioni a Chicago sono da primato e potrebbero salire ancora - Solo il frumento francese e tedesco sembra offrire una resa per ettaro molto soddisfacente...

Non bastava la siccità nel Midwest, la più importante area di produzione del mais. Anche l’ondata di caldo torrido nell’Europa meridionale sta ridimensionando il rendimento per ettaro, aggravando una carenza che ha già spinto le quotazioni del cereale ai massimi storici. Dal Sud dell’Italia al Mar Nero, le temperature sono di 5 gradi superiori alla media stagionale e lo stesso avviene in Ucraina e in Russia. Il rischio non è da sottovalutare, soprattutto dopo che negli Usa il clima avverso è il peggiore degli ultimi cinquant’anni, mentre in India la stagione dei monsoni è in ritardo e l’Australia registra una carenza di pioggia.

Quella che fino a maggio pareva una situazione di tranquilla abbondanza d’offerta, si sta tramutando in un periodo di risorse inadeguate, di prezzi alti e di acquisti dettati dal panico. Le ovvie ricadute sono la fame nei paesi meno sviluppati e le perdite delle aziende utilizzatrici, come ad esempio quelle che producono bioetanolo da mais. Di concerto con il mais, sono a livelli record anche le quotazioni della soia e salgono con forza anche quelle del frumento. Un rapporto di Goldman Sachs prevede che entro tre mesi il mais al Chicago Board of Trade salirà a 9 dollari per bushel, dopo che lo scorso fine settimana aveva superato di slancio gli 8 dollari, recuperando il 39% in meno di 4 settimane.

In Europa la produzione di mais per ettaro dovrebbe calare del 12%, al minimo dal 2007. Negli Usa si parla di un raccolto 2012-13 non superiore a 288 milioni di tonnellate, il 13% in meno rispetto alle ultime stime mensili del Dipartimento americano dell’Agricoltura. I danni del clima non sono ancora recepiti dalle valutazioni dell’International Grains Council, che il 2 luglio prevedeva ancora un raccolto mondiale di mais in aumento di 4 milioni di tonnellate, a 917 milioni, una cifra che pare destinata a essere drasticamente corretta al ribasso. La situazione, per fortuna, sembra più tranquillizzante per il frumento francese e tedesco, che potranno soddisfare la crescente domanda dall’estero. source


                                source fondionline.it