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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 13 luglio 2012

La penombra diffusa dell'economia mondiale.

Secondo un sondaggio nel nostro paese e nel resto dell'Occidente la crisi fa esplodere il pessimismo.


"Crolla la fiducia nel libero mercato"    

Il mondo avverte la crisi, e nei paesi ricchi il capitalismo non se la passa bene. La fiducia nel libero mercato è diminuita negli stati più colpiti dalla recessione, mentre nei paesi emergenti c’è molto più ottimismo. Questo, almeno, secondo il risultato di un sondaggio.....

CRISI GLOBALE - L’istituto demoscopico Pew Research Center, uno dei principali centri di ricerca degli Usa nel settore, ha svolto un’indagine sull’attitudine globale verso l’economia ai tempi della crisi in ventuno paesi, tra i quali anche l’Italia. In undici tra questi, le aspettative sul futuro economico sono sensibilmente peggiorate dal 2008, l’epoca dell’inizio della crisi. Solo in quattro nazioni – unica europea la Germania – viene dato un giudizio positivo sull’attuale situazione, mentre i cinesi sono i cittadini globali più ottimisti. La recessione globale, iniziata col crack di Lehman Brothers, conclusasi senza una vera ripresa per poi ritornare col precipitare della crisi dei debiti sovrani europei, ha lasciato dunque molte tracce nelle aspettative e nella valutazioni complessive delle persone. Prevale un senso di pessimismo, molto distante dall’ottimismo degli anni della crescita a ritmo di finanza e bolla immobiliare. C’è però maggior fiducia quando si parla della propria situazione personale, rispetto alla condizione complessiva del proprio paese. Sulle cause della crisi i cittadini del mondo si mostrano particolarmente arrabbiati verso i loro governi nei paesi in maggiore difficoltà , mentre anche le banche e le istituzioni finanziarie sono ritenuti tra i principali colpevoli della difficoltà che il mondo sta subendo ormai da alcuni anni. 


Ecco alcune eloquenti tabelle... sulla situazione statistica della percezione economica.






ITALIA SEMPRE PIU' DELUSA - I dati pubblicati da Pew Research Center tratteggiano un quadro di grande pessimismo e sfiducia nel nostro paese. Solo il 22% degli italiani pensa che la situazione potrà migliorare nei prossimi dodici mesi, una sensazione di disillusione che fa il paio con la tragica situazione di fiducia che si respira. Solo il 6% dei cittadini del nostro paese danno un giudizio positivo sull’attuale situazione, e il principale responsabile della crisi per gli italiani è lo Stato, il governo o piuttosto i governi che hanno guidato il paese negli scorsi anni. L’84% dei cittadini del nostro paese ritiene che vada incolpato chi ha governato l’Italia, mentre le banche sono al secondo posto con il 58%. La Ue, nonostante l’eurocrisi, è ritenuta responsabile da un piuttosto contenuto 15%, mentre “noi stessi” ottiene maggiori assensi, sfiorando il 20%. Il cupo pessimismo si riflette nella valutazione sulla strada verso la quale è indirizzata l’Italia, ritenuta quella giusta solo dall’11% degli italiani. La fiducia nel libero mercato è crollata, visto che se nell’autunno del 2009 il 75% dei cittadini del nostro paese condivideva la frase che una società basata sul capitalismo sia la migliore nella quale vivere, ora questo giudizio è sostenuto solo da metà della popolazione. Il 41% degli italiani ritiene però che la situazione personale sia positiva, un netto contrasto rispetto al 6% che dà questa opinione sul proprio paese.

SFIDUCIA OCCIDENTALE - Meno di un terzo degli americani, il 31%, ritiene che l’economia statunitense stia andando bene. Una valutazione negativa cresciuta di tredici punti rispetto al 2011, e di ben diciannove rispetto al 2007, quando iniziò la crisi dei mutui subprime. In Europa però la valutazione è molto peggiore, tanto da far sembrare ottimisti anche i cupi americani. Il valore medio dei cittadini europei sondati da Pew Center indica che solo il 16% ritiene positiva l’attuale situazione. Anche se è un’ovvietà, la sfiducia dei cittadini dei paesi più in crisi è veramente molto elevata. In Spagna ed Italia solo il sei per cento dà un’opinione positiva della propria economia, ed in Grecia invece questa percentuale crolla al due, al di sotto del margine di errore statistico. Questo può significare che nell’intervallo di probabilità del sondaggio ci può essere un valore inferiore anche all’1%. In Germania la situazione è opposta, e ben il 73% dei tedeschi esprime un’opinione positiva sulla propria economia. In Giappone, invece, si registra una situazione da crisi da debito sovrano, nonostante il fatto che i bond nipponici siano più convenienti dei bund tedeschi, l’esatto opposto dei titoli di stato dei paesi europei che vivono il terrore dello spread. Solo il 7% dei giapponesi dà un giudizio positivo dell’economia nipponica. Nel Sol Levante, così come in Gran Bretagna, Pew ha registrato la differenza maggiore tra valutazione complessiva e quella personale, dove si registrano opinioni decisamente più positive.