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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 28 giugno 2012

Tutti i (prossimi) tagli del governo


La spending review di Enrico Bondi in discussione domenica a Palazzo Chigi.

Tagli agli acquisti per quattro o cinque miliardi di euro tramite la Consip. Revisione della filiera dei farmaci con un risparmio calcolato di 300 milioni di euro. Un taglio di 20/40 province, delle scorte per 2000 uomini e soppressione dei piccoli tribunali. La spending review del Grande Risanatore Enrico Bondi è in dirittura d’arrivo: domenica, al rientro del premier dal lungo tour europeo, Palazzo Chigi spera di discutere il tutto per arrivare a lunedì pronti all’approvazione. source 

LA QUESTIONE POLITICA – Monti mira così a chiudere il cerchio della blindatura dei conti italiani ed è pronto a rientrare per il varo immediato della doppia operazione di l’attacco agli sprechi e di «manutenzione » dei conti pubblici. Spiega Repubblica in un articolo a firma di Roberto Petrini:
Di fatto si tratterà di una sorta di manovra che anticiperà la legge di stabilità e si collocherà su un orizzonte temporale triennale: si parla di un intervento di 25-30 miliardi, tra il secondo semestre di quest’anno (6-7 miliardi) e il biennio 2013-2014 con tagli e risparmi di 10-13 miliardi all’anno. Sul piano delle misure, gli uffici legislativi dei vari ministeri lavorano a pieni giri con il coordinamento in mano al ministero del Tesoro.
Nella caccia alle risorse sarebbe in prima fila Bondi che sarebbe in grado di ridurre le spese per l’acquisto di merci e servizi per 4-5 miliardi:
Il resto verrebbe principalmente dal sanità (1-1,5 miliardi) e pubblico impiego (circa 1 miliardo). Il pacchetto sanità prevederebbe 400 milioni (che coinciderebbero con l’operazione Bondi sugli acquisti); circa 300 milioni verrebbero dalla revisione della filiera del farmaco con risparmi per Asl e ospedali; il resto potrebbe arrivare dalle ricette elettroniche per i medici di base e da un fondo assicurativo per risarcire i danni eventualmente provocati dalla sanità e attualmente in carico allo Stato.
I TAGLI ALLA GIUSTIZIA – Ma non di soli tribunali e scorte è fatto il computo dei tagli alla giustizia a cui nel frattempo sta lavorando il ministro Rosanna Cancellieri:
Per arrivare ai 200 milioni di tagli, il programma della Cancellieri, così come specificato nel documento dello stesso ministero consegnato qualche giorno fa a Palazzo Chigi, prevede una centrale unica di acquisti. Il blocco delle assunzione di 1.500 tecnici della polizia di Stato che comporta un primo risparmio di 56 milioni di euro. Si procederà poi a una rinegoziazione dei canoni per ridurre gli affitti di tutti gli uffici in uso al ministero dell’Interno. Il risparmio stimato è dell’ordine di una decina di milioni. Altri dieci milioni si spuntano da una riduzione del parco auto della Polizia che passerà da 22 mila a 18 mila mezzi.
Un’altra voce “dolente” per il bilancio del Viminale è quella del riscaldamento:
Per ridurre questo capitolo di spesa sono previsti investimenti strutturali per eliminare sprechi. Saranno inoltre accentrati presso il Centro elaborazione di Napoli tutti i vari sistemi informatici della Polizia di Stato sparsi sul territorio. Sarà creato infine un super Dipartimento che si occuperà di Immigrazione, Affari interni e territoriali, Personale e Risorse. Tagli anche per i Vigili del fuoco: impianti fotovoltaici per il risparmio energetico, trasferimento delle caserme in strutture demaniali, riduzione del parco auto.

LO SCHEMA DI ECONOMIA E LAVORO – Il Corriere della Sera pubblica uno schema in cui spiega i dettagli dell’operazione:


E spiega che invece il rapporto Giavazzi si sofferma sui ministeri dell’economia e del lavoro:
Nella premessa del rapporto, infatti, si considererebbe ormai avviato, attraverso il decreto sulla Crescita, il riordino degli strumenti a disposizione del ministero dello Sviluppo. Proprio per questo il rapporto prenderebbe in esame le risorse utilizzate dagli altri due ministeri. Nel mirino ci sarebbero, da una parte, gli incentivi per le assunzioni e la formazione erogati dal ministero del Lavoro, dall’altra, i crediti d’imposta concessi dal Mef e i trasferimenti alle imprese, molte delle quali pubbliche. Il principio cui s’ispirerebbe il rapporto sarebbe quello di rendere tutti gli strumenti più selettivi, escludendo quelli che non servano concretamente a salvare le imprese dal fallimento.
IL CONTO, GRAZIE – Il governo punta a raccogliere dalla spending review i 5-7 miliardi che consentiranno di bloccare il previsto aumento Iva di due punti che dovrebbe scattare dal primo ottobre, ma anche a finanziare interventi di rilancio della crescita e di ricostruzione in Emilia. E gli interventi, a regime, potrebbero valere sui 13 miliardi. Non ci dovrebbe essere invece correzione dei conti pubblici che sarebbero considerati ancora in linea con le previsioni.