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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 1 giugno 2012

Rallenta il "gigante" americano... l’economia e il mercato del lavoro restano deboli


WASHINGTON – L’economia degli Stati Uniti rallenta e cresce nel primo trimestre dell’1,9%, meno del 2,2% precedentemente previsto.
A pesare è anche un mercato del lavoro debole, con solo – secondo il sondaggio dell’Adp Payroll Services – 133.000 posti creati nel settore privato a maggio e un balzo dei licenziamenti programmati, saliti del 67%, l’aumento maggiore degli ultimi otto mesi...

Il rallentamento agita il mercato, già provato dalla frenata asiatica e soprattutto dalla crisi del debito dell’Europa, alla quale gli Stati Uniti guardano con attenzione: il presidente Barack Obama si e’ sentito nelle ultime ore con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier Mario Monti e il presidente francese Francois Hollande.

Una telefonata per discutere gli ultimi sviluppi della crisi europea e in vista del G20 del 18-19 giugno, ovvero un giorno dopo le elezioni in Grecia, considerate di fatto un referendum sull’adesione all’euro. L’Europa – afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, commentando la telefonata – deve adottare un approccio bilanciato fra la crescita e il rigore: l’Ue ha bisogno di un approccio che coniughi la necessita’ di aiutare la crescita e l’occupazione nel breve termine e la necessita’ di riforme per risanare le finanze pubbliche.

Carney mette in evidenza quindi il risultato del G8 dove ”tutti i Paesi si sono detti d’accordo della necessita’ di concentrarsi sulla crescita e sull’occupazione, e questo e’ quanto emerso dalla videoconferenza”. Gli Stati Uniti – riferisce il New York Times – mantengono la pressione sull’Europa e premono per una maggiore azione. Un pressing esercitato anche inviando il sottosegretario al Tesoro Lael Brainard in un tour europeo. Il timore di Washington e’ quello che una crisi profonda in Europa possa ostacolare la gia’ debole crescita americana ed essere quindi un problema per il Paese e per Obama come candidato.

La campagna elettorale americana si gioca tutta sull’economia e una forte contrazione europea potrebbe influenzare il voto, complicando le chance di rielezione di Obama. Le preoccupazioni americane sono confermate anche dall’incontro in programma fra il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, e il vice premier spagnolo Soraya De Santamaria che a Washington ha incontrato anche il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, in quello che e’ stato – afferma il Fmi – un incontro ”produttivo”.

E che l’economia americana abbia perso di recente slancio lo confermano i dati del Dipartimento del Commercio: nel primo trimestre il pil e’ cresciuto meno di quanto previsto inizialmente e meno del +3,0% degli ultimi tre mesi del 2011. le stime per il secondo trimestre sono di una crescita del 2,5%. I consumi, fra gennaio e marzo, sono saliti del 2,7% contro il 2,9% della stima iniziale mentre le spese del governo sono scese del 3,9%.

Gli investimenti delle aziende in software e apparecchiature industriali sono aumentati del 3,9%. I dati sul pil, il sondaggio dell’Adp e l’aumento delle richieste di sussidi alla disoccupazione (+10.000 a 383.000 unità) pesano su Wall Street che procede debole in attesa della fotografia ufficiale del mercato del lavoro che sarà diffusa dal Dipartimento del Lavoro. I dati deludenti che mostrano la debolezza dell’economia americana pesano anche sul petrolio che ha chiuso la seduta di giovedi in calo dell’1,5%, portando a -18% il bilancio di maggio. source