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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 27 giugno 2012

Le agenzie di rating spostano la loro attenzione sulla Germania.


La Germania nel mirino di Egan-Jones.

L'agenzia Usa declassa il rating da AA- a A+. 
Negli ultimi mesi ha sempre anticipato le mosse di Standard & Poor's, Fitch e Moody's.

Dopo aver fatto i conti con la Spagna e la Grecia, le agenzie di rating spostano la loro attenzione sulla Germania.... La prima ad annunciare un downgrade del Paese su cui la zona euro posa le sue fondamenta è stata l’americana Egan-Jones, che la scorsa notte ha declassato il rating tedesco da AA- a A+. Il gruppo ha anche confermato di avere un outlook negativo per la Germania, che rischia quindi un’ulteriore taglio del rating.

LA TRIADE DEL RATING RIMANE COMPATTA. Per il momento, Egan-Jones ha preso le distanze dalle tre sorelle del rating Standard & Poor’s, Fitch Ratings e Moody’s, che hanno un outlook stabile per la Germania e che assegnano a Berlino un rating da tripla A. Eppure, commentano gli analisti, negli ultimi mesi Egan-Jones ha anticipato le mosse delle agenzie più note, accusate in passato di annunciare azioni di rating già scontate dai mercati, come nel caso del recente declassamento della Spagna da parte di Moody’s e iniziative simili da parte delle tre agenzie non sono da escludere.

L’INDIPENDENZA CONSENTE SCELTE DIFFICILI. «Lo status indipendente di Egan-Jones e l’analisi proattiva dell’agenzia la mettono ai primi posti quando si tratta di annunciare azioni difficili. Anche sulla base di questo taglio, le aspettative del mercato alla vigilia del diciannovesiomo Summit europeo in tre anni restano limitate», ha spiegato Peter O’Flanagan, trader del broker inglese Clear Currenty.

NESSUN OTTIMISMO SUGLI EUROBOND. Aspettative limitate anche per quanto affermato oggi dalla cancelliera Angela Merkel in merito agli eurobond, i titoli di debito pubblico emessi da uno dei 17 paesi dell’eurozona, ma sottoscritti come garanzia da tutti gli altri membri. La risposta della Merkel sarebbe stato un “Nein” su tutta la linea allo strumento discusso da qualche tempo a livello europeo. «Commenti che vanno presi con un pizzico di sale in quanto erano indirizzati ai parlamentari del partito liberale e non commenti pubblici (il no è stato infatti riportato come indiscrezione dalla stampa tedesca, ndr), ma che riaffermano l’atteggiamento tedesco verso questo strumento, su cui poggiano molte speranze per il futuro dell’eurozona», ha aggiunto O’Flanagan.

LA CANCELLIERA TEDESCA AFFILA LE ARMI. Atteggiamento confermato dalle dichiarazioni ufficiali della cancelliera in vista dell’apertura dei lavori di giovedì 28 giugno. «Considero gli eurobond sbagliati e controproducenti sul piano economico. Contesto l’idea della mutualizzazione del debito. Al prossimo vertice mi attendo discussioni controverse. Molti occhi saranno puntati sulla Germania, che è forte ma la sua forza non è illimitata e non va sopravalutata», ha affermato la leader tedesca. source