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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 26 giugno 2012

Istituti di credito "tedeschi" beneficiari del "salvataggio spagnolo

Una delle cause dell'attuale crisi in Spagna è lo scoppio della bolla immobiliare. 

Il matrimonio tra il capitale finanziario (banche, casse di risparmio, compagnie di assicurazione ed altri istituti finanziari) e il settore immobiliare ha creato tale bolla. Negli ultimi dieci anni sono state costruite più case nel nostro paese che in tutta la Francia, la Gran Bretagna e la Germania....
E nonostante questa enorme costruzione che ha rappresentato quasi il 9% del PIL spagnolo, i prezzi sono saliti del 150%, crescendo molto più velocemente dei salari, e questo come risultato di speculazioni improprie.
Non c'è dubbio che le banche, le casse di risparmio, la Banca di Spagna e le autorità pubbliche, sia spagnole che europee, ne erano a conoscenza. Bastava vedere un grafico in cui si confronta l'evoluzione dei prezzi delle abitazioni e dei salari (la stragrande maggioranza di compratori traggono il loro denaro dal reddito da lavoro) per vedere che i primi sono cresciuti molto più velocemente dei secondi. Si cerca di colmare con il credito la distanza tra i due prezzi. E quindi l'indebitamento delle famiglie è enorme.

Tutto questo era prevedibile. Poteva essere previsto ed evitato. Ma né la Banca di Spagna (nonostante l'avvertimento dei tecnici di tale istituzione) né il governo spagnolo intrapresero alcuna azione. Aveva ragione la cancelliera tedesca Angela Merkel, quando recentemente disse che le autorità spagnole avevano agito in modo irresponsabile negli ultimi dieci anni per non aver impedito la bolla immobiliare basata sulla mera speculazione, e la sua esplosione.

Ma la Merkel ha dimenticato un dettaglio fondamentale, ha dimenticato di includere il governo e le banche tedesche in questo giudizio su quello che è successo in Spagna. E ciò che ha dimenticato è che le banche tedesche hanno svolto un ruolo determinante in questo boom immobiliare. Gran parte del denaro che ha alimentato il boom immobiliare proveniva dal settore bancario tedesco. In realtà, l'esplosione della bolla immobiliare si è verificata quando la banca tedesca ha interrotto i prestiti alle casse di risparmio spagnole, di conseguenza le banche tedesche, nel timore di contaminazione con prodotti finanziari tossici provenienti dalle banche americane, hanno interrotto ogni flusso di credito. E così quando il credito finanziario è stato interrotto la bolla immobiliare spagnola è scoppiata, creando il rallentamento dell'attività economica e la caduta vertiginosa delle entrate dello Stato (sia a livello centrale che regionale) ed ha creato il deficit dello Stato. Questo deficit non è stato creato dalla crescita della spesa pubblica, ma dalla diminuzione delle entrate dello Stato. In realtà, quando la crisi è iniziata, nel 2007, lo Stato spagnolo aveva un surplus. Il disavanzo pubblico in Spagna non è la causa della crisi, come Rajoy sta dicendo, ma è il contrario, il disavanzo pubblico è il risultato di una bassa crescita economica e di scarse entrate dello Stato.

Tutte le misure di austerità, compresi i tagli (che rappresentano l'attacco più frontale allo scarso finanziamento del benessere sociale in Spagna), sono destinati a pagare il debito alle banche tedesche e di altri paesi (Francia, Gran Bretagna e Belgio), che avevano conseguito enormi profitti durante la bolla immobiliare, profitti enormi che continuano. In realtà, la crisi bancaria dei paesi periferici (Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda) sta facendo molto bene al sistema bancario tedesco, in quanto vi è un flusso di capitale (cioè denaro) da questi paesi, in fuga dalla crisi verso il centro, e più in particolare, in Germania. E le cifre parlano da sole. Secondo Josef Ackermann, presidente della Deutsche Bank, i profitti di tale banca hanno raggiunto la quantità impressionante di 8.000 milioni di euro nel 2011 (con 8 milioni di bonus a questo signore). Infatti, mentre la disoccupazione raggiungeva cifre più che allarmanti in Spagna (ed altri paesi periferici), il 50% dei giovani sono disoccupati, e la salute e l'educazione subisce tagli brutali (e non c'è altro modo per dirlo), i profitti della Deutsche Bank sono aumentati del 67% in tre anni (2009-2011), come segnalato da Conn Hallinan nella rivista Counterpunch (6/15/12) “Greed and the Pain in Spain” ("L'avidità e il dolore in Spagna", N.d.T.).

Tutti i dati mostrano chiaramente che le banche tedesche hanno tratto grandi profitti dalla bolla immobiliare spagnola (e irlandese), così come dalla crisi finanziaria dei paesi periferici. I sacrifici enormi delle classi popolari sono imposti alla Spagna e ad altri paesi periferici affinché possano pagare il sistema bancario tedesco (tra gli altri). E il famoso piano di salvataggio di 100.000 milioni di euro, mira a salvare le banche spagnole, non per garantire il credito, che né c'è, e né lo si aspetta, ma affinché possano pagare i propri debiti, anche alle banche tedesche. E lo strumento che la banca tedesca utilizza per imporre le sue politiche è la Banca Centrale Europea, che, come ho indicato in diverse occasioni (vedi sezione economica sul mio blog www.vnavarro.org) non è una Banca Centrale, ma una lobby delle banche tedesche e del Banco Centrale Tedesco, Bundesbank.

Il piano di salvataggio è l'ultimo di molti altri interventi che gli economisti della Commissione Europea, al servizio del sistema finanziario europeo, guidato da banche tedesche stanno imponendo alla Spagna. Come ha ben detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaube (contro Rajoy), il piano di salvataggio comporterà una supervisione diretta da parte della Banca Centrale Europea, della Commissione europea e del Fondo Monetario Internazionale, delle riforme finanziarie, così come delle politiche fiscali e macroeconomiche spagnole, trasformando così la Spagna in una colonia tedesca. E tutto questo con l'aiuto del governo conservatore "super patriota" spagnolo.

Perché tale governo collabora con queste politiche che significano una chiara perdita di sovranità?
La risposta è chiara. Perché utilizza questo mandato esterno (sostenendo che non ci sono alternative) per ottenere quello che ha sempre desiderato la destra in Spagna, vale a dire, indebolire il mondo del lavoro e privatizzare lo Stato Sociale. Questo governo è d'accordo con l'obiettivo del salvataggio che è chiaramente definito dalle dichiarazioni del presidente della Banca Centrale Tedesca, Jens Weidmann, che in tali dichiarazioni a El País non poteva essere più chiaro quando ha affermato che le riforme dovrebbero accentuare le riforme del lavoro (che significa salari più bassi) e la privatizzazione dei servizi (che significa lo smantellamento dello Stato Sociale). E' così chiaro. source
di Vincenç Navarro


Ecco di seguito un grafico tratto da "le Monde" sulla maggiore esposizione finanziaria delle banche europee in caso di "default spagnolo"