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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 4 giugno 2012

Barclays target 9,2% Bancoposta: quando la cedola è sicura, il capitale no...ATTENTION!!!

Fino al 15 giugno è possibile sottoscrivere sul trading on line Banco Posta un nuovo certificato emesso da Barclays.
Nella scheda pubblicitaria reperibile sul sito viene fornita una descrizione molto accattivante del prodotto in cui vengono sottolineati una serie di elementi che, da soli, potrebbero indurre a sottovalutare la rischiosità dell'investimento:
la breve durata (12 mesi), il premio del 9,2% a scadenza, la protezione del capitale in caso di ribasso fino al 25% del valore dei due undici sottostanti (EuroStoxx50 e Standard & Poor’s 500) rispetto al valore degli stessi all'inizio dell'investimento, la possibilità di liquidare prima della scadenza.
Cosa viene omesso? Un' informazione essenziale: se il valore di entrambi oppure di uno dei due indici subisce nel periodo di riferimento una variazione negativa maggiore del 25% del suo valore iniziale, il certificato pagherà a scadenza un importo pari al capitale investito moltiplicato per la performance dell’Indice che ha registrato la variazione peggiore. In definitiva se uno dei due indici ha subito una variazione negativa del 30%, a scadenza viene restituito solo il 70% del capitale investito.

Cosa cambia rispetto ad un investimento azionario negli indici sottostanti? Due cose essenziali:
  • l'investitore riceve comunque una cedola del 9,2% del capitale investito. Questo importo può essere considerato finanziariamente come il prezzo che l'emittente paga per coprirsi dal rischio di dover restituire al sottoscrittore un importo maggiore del 100% del capitale investito in caso di variazione positiva dell'indice. Infatti mentre nel caso di variazione negativa superiore al 25% l'investitore subisce una perdita, in caso di variazione positiva non avrà una plusvalenza
  • vengono prese in considerazione le variazioni che l'indice subisce durante tutto il periodo di riferimento, non solo a scadenza. Pertanto se nel primo semestre l'indice perde oltre il 25% del suo valore, ma lo recupera nel semestre successivo, l'investitore percepirà comunque un capitale ridotto della percentuale di perdita dell'indice nel primo periodo.

In definitiva si tratta di un prodotto di investimento complesso che contiene derivati e commissioni di investimento che lo rendono fortemente sconsigliabile. source