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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 9 maggio 2012

L’Austerità Fiscale Europea non comporta tagli di spesa consistenti

Sentiamo dire spesso che l’austerità europea ha fallito.
Le elezioni in Francia e Grecia, ad esempio, avrebbero palesato l’opposizione popolare ai tagli drastici di spesa. Tuttavia, la reazione anti austerity ignora un punto fondamentale: l’austerity europea, se di “austerity” si può parlare, nella maggior parte dei casi non ha comportato tagli consistenti di spesa...

Dopo anni di grande espansione pubblica, la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia e la Grecia – i paesi spesso citati come esempi di austerità – non hanno ridotto la spesa dall’inizio della “austerità” nel 2008.
Innanzitutto, la Francia e l’Inghilterra non hanno tagliato la spesa. Secondo, quando la spesa è stata effettivamente ridotta – tra il 2009  e il 2011 in Grecia, Italia e Spagna – i tagli sono stati piuttosto leggeri se comparati agli spaventosi bilanci pubblici. Mentre l’Italia ha ridotto la spesa tra il 2009 e il 2010, essa l’ha nuovamente aumentata, nell’anno seguente, di un ammontare maggiore rispetto ai precedenti tagli. E, ancora più importante, le riforme strutturali sono state appena abbozzate. Quando vi sono stati tagli, questi sono stati coperti da importanti aumenti di tassazione controproducenti.
Questo approccio “equilibrato” – qualche taglio per grandi aumenti di tasse – è stato dimostrato essere una ricetta disastrosa dagli economisti; fallisce nello stabilizzare il debito e procura, solitamente, gravi recessioni economiche.


* I dati Eurostat della Commissione Europea sono utilizzati per tracciare la spesa pubblica nei vari paesi dell’Eurozona in Euro nel periodo 2002 – 2011.

Questa versione del grafico, invece, mostra la spesa pubblica secondo i dati OCSE aggiustati alla teoria della Parità dei Poteri d’Acquisto.


* I dati dell’OCSE classificano la spesa pubblica dei vari paesi dell’Eurozona in dollari americani per il periodo 1995 – 2010.
Questa versione del grafico, invece, mostra la spesa pubblica secondo i dati OCSE aggiustati per l’inflazione secondo il deflatore del PIL 2009.

* I dati dell’OCSE classificano la spesa pubblica dei vari paesi dell’Eurozona in euro al potere d’acquisto del 2009 per il periodo 2000 – 2011. source
di Veronique de Rugy