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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 29 aprile 2012

Spending review....contro l'appesantirsi dell'IVA al 23%


Legenda: Spending review... traduzione dall’inglese significa “revisione della spesa” e nella finanza italiana è stata introdotta dall’ex Ministro dell’Economia Padoa Schioppa. In pratica si tratta dell’analisi dei capitoli di spesa nell’ambito dei programmi delle attività da attuare da parte dei singoli dicasteri al fine di individuare le voci passibili di taglio, per evitare inefficienze e sprechi di denaro.Il focus di questa azione di bilancio è quello di pervenire a un più efficiente controllo nell’utilità effettiva della spesa pubblica....

Iva al 23%, il piano per evitare l’aumento....

C’è un piano B per evitare l’aumento dell’Iva al 23%, previsto per fine anno. E’ quello di tagliare le spese per almeno quattro miliardi di euro. Al lavoro sulla spending review il ministro Piero Giarda:

Sembra questo il primo passaggio operativo della spending review che il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, dovrebbe proporre domani al consiglio dei ministri nella sua prima relazione intitolata «Elementi per la revisione della spesa pubblica». Le aspettative sono ormai molto elevate, quelle del mondo politico si fanno pressanti, come dimostrano le dichiarazioni del segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ieri ha reclamato un taglio dell’Imu, la nuova tassa sulla casa, a valere proprio sui risparmi della spending review.

Anche per questo la proposta di Giarda dovrebbe essere quella di strutturare l’operazione almeno in due tempi:

Un primo intervento, probabilmente per decreto, a giugno, per bloccare le aliquote Iva. A giugno sarà il momento anche per una prima verifica del Def (Documento di economia e finanza), che come è noto contiene la previsione confermata dei 13 miliardi di tagli fissati dalle precedenti manovre. Si capirà se sono realizzabili o se sarà necessario un assestamento di bilancio. Si partirà da quei numeri per dare seguito al lavoro di verifica su tutti i centri di spesa, che nel frattempo sarà andato avanti.

In questo modo, nella seconda parte dell’anno, si entrerà nel vivo della spending review, utilizzando una strumentazione legislativa molto più ampia che ha anche l’obiettivo di coinvolgere di più il Parlamento:

Sarà inevitabile che i partiti di maggioranza si esprimano, visto che si tratterà di interventi pesanti che dovrebbero cambiare il volto della macchina della pubblica amministrazione. A lavorare su tutto questo Giarda non sarà più solo: dal premier dovrebbe ottenere quella task force che ha richiesto nei precedenti incontri. Il lavoro da fare, quello di lungo periodo, è immane e richiede una ricognizione completa che è appena iniziata e che sta proseguendo ministero per ministero. Ma non basterà, se la decisione sarà quella di procedere sulla strada di una spending review che cambi i meccanismi di spesa non soltanto per l’oggi ma anche per il domani. Sarà tutta da scoprire intanto la reazione dei ministri nel Consiglio di domani dopo le polemiche degli scorsi giorni. Difficile che il premier si lasci sfuggire l’occasione di richiamare tutti i responsabili dei dicasteri a un superiore senso di responsabilità. source