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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 23 aprile 2012

In Europa s'accentua la guerra del RATING...?


Agenzie di rating. Moody’s pronta a declassare i rating di 114 banche.
Dopo mesi di insolito silenzio, torna a farsi sentire l’agenzia di rating statunitense Moody’s, annunciando che a inizio maggio svelerà la sua decisione circa il declassamento dei rating di ben 114 banche in 16 paesi europei e negli Stati Uniti.

Wall Street attende con ansia e gli analisti si chiedono quali saranno i colossi bancari statunitensi che saranno colpiti e se reggeranno il colpo di un downgrade...
Secondo il Financial Times, tra gli istituti americani declassati vi saranno anche le grandi banche Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan Chase.
Delle tre Morgan Stanley sembra la più vulnerabile : il suo rating verrebbe declassato a Baa2, solo due gradi sopra il livello “spazzatura”.

Le banche danesi rompono i contratti con l’agenzia di rating Moody’s.
L’agenzia di rating statunitense aveva messo in guardia le banche della Danimarca sui rischi legati al rifinanziamento dei titoli ipotecari. La notizia giunge a breve distanza da quella secondo la quale Moody’s sta preparando il downgrade di ben 114 banche in Europa e negli Stati Uniti.

Nykredit, Realkredit Danmark, Danske Bank, BRFKredit, Jyske Bank : in disaccordo con Moody’s, le banche danesi hanno interrotto i contratti con l’agenzia di rating, mettendo fine alle relazioni commerciali.
In causa vi è il giudizio di Moody’s sul settore bancario del paese.
L’agenzia di rating è preoccupata dall’aumento in importanza delle obbligazioni a tasso fisso sui prestiti ipotecari a tasso variabile comparsi alla fine degli anni 1990, che hanno contribuito al boom dell’immobiliare, sino alla crisi scoppiata nel 2007.
Questi titoli, che non eccedono i tre anni, hanno un rischio di finanziamento più elevato, spiegava Moody’s la scorsa estate, sottolineando anche lo scarso sostegno dello Stato danese alle banche (tre istituti erano falliti nel 2011). source