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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 3 aprile 2012

Google sfida i poteri forti e.....


Google sfida i poteri forti, e rivela le intenzioni dei governi e le richieste di censura.

Il Google Transparency Report è il resoconto ufficiale che Google redige semestralmente per garantire la trasparenza del web. Il report rivela nel dettaglio le richieste di censura da parte dei governi di tutto il mondo, indicizzandole per paese e tipologia di intervento, e fornendone spesso una breve descrizione....

Differentemente da quanto potremmo immaginare, sono solo 36 le richieste di intervento pervenute a Google dal governo italiano nel primo semestre 2011, per un totale di 80 contenuti rimossi.  La maggior parte di essi sono stati rimossi per diffamazione (16) e violenza (18) su YouTube, e per diffamazione da Blogger (18). Le richieste di dati personali sono invece state 934, accolte nel 64% dei casi.

Il Brasile è ad oggi il governo con il maggior numero di richieste di censura. Sono state 263 le richieste di intervento, per un totale di 12,363 contenuti rimossi, solo nel secondo semestre 2010. Big G attribuisce un simile tasso ad Orkut, un social network di Google molto diffuso nell'area brasiliana.

Al secondo posto troviamo la Germania con le sue 125 richieste (2,405 contenuti), legate prevalentemente a contenuti neonazisti. Si piazzano terzi gli Stati Uniti con 92 richieste (757 contenuti) prevalentemente legate a video pubblicati sulle brutali pratiche delle forze di polizia, per la maggior parte dei quali Google afferma di aver negato la rimozione.

Non sempre perchè il numero di richieste di intevento rispecchia l'effettivo tasso di censura dei governi.

La Cina ha infatti presentato il minor numero di richieste. Ciò potrebbe essere legato al fatto che il governo cinese ha totalmente pregiudicato l'accesso degli utenti a YouTube tramite Great Firewall, il potente sistema di censura che limita di per sè l'accesso a contenuti web non approvati dal governo di Pechino. source