La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

lunedì 9 aprile 2012

Anatocismo: la Corte costituzionale boccia il comma ‘salva banche’

Legenda: ANATOCISMO...si chiama così la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi).


L'anatocismo viene nuovamente bocciato dalla suprema Corte. 


Con la sentenza n. 78 del 5 aprile la Consulta ha dichiarato l’incostituzionalità della
norma inserita nel decreto Milleproroghe del 2010 convertito in legge il 28 febbraio 2011 che aveva dato il colpo di spugna sui tempi di prescrizione per presentare ricorso contro le banche che hanno applicato l’anatocismo.

In precedenza era stata la Corte dei Conti a stabilire che per la presentazione del ricorso il cliente poteva fare causa alle banche, per chiedere la restituzione degli interessi illegittimi, entro dieci anni dalla chiusura del conto. Con l’emendamento “salva banche” inserito nel Milleproroghe si era invece stabilito che il termine dei 10 anni scattava dal giorno di registrazione contabile dell’addebito illegittimo. Quindi, essendo la pratica dell’anatocismo vietata dal 2000, nessuno poteva più presentare ricorso.

La norma censurata dalla Consulta viola l’articolo 3 della Costituzione poiché, essendo la sua efficacia retroattiva, viene meno al principio dell’eguaglianza e della ragionevolezza delle norme. I giudici così argomentano nel testo della sentenza: “L’efficacia retroattiva della deroga rende asimmetrico il rapporto contrattuale di conto corrente perché, retrodatando il decorso del termine di prescrizione, finisce per ridurre irragionevolmente l’arco temporale disponibile per l’esercizio dei diritti nascenti dal rapporto stesso, in particolare, pregiudicando la posizione giuridica dei correntisti che, nel contesto giuridico anteriore all’entrata in vigore della norma denunziata, abbiano avviato azioni dirette a ripete somme ai medesime illegittimamente addebitate”. source