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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 28 marzo 2012

Tuoni e fulmini su alcune nostre società invischiate con la LIBIA del Raiss

Sequestro di beni del Raiss libico...il più cosistente 611 milioni in quote part. UNICREDIT.

Gdf sequestra quote famiglia Gheddafi in 6 societa'.
I finanzieri del Comando Provinciale Roma della Guardia di Finanza hanno provveduto a sequestrare beni mobili ed immobili, quote societarie e conti correnti riconducibili alla famiglia dell'ex
leader libico Muammar Gheddafi ed a membri del suo entourage per un valore complessivo di oltre 1,1 miliardi di euro.

Fra gli asset patrimoniali sequestrati, si legge in una nota delle Fiamme Gialle, figurano partecipazioni azionarie in Unicredit, Eni, Finmeccanica, Fiat, Fiat Industrial, Juventus F.C., nonche' un immobile a Roma, 150 ettari di bosco nell'isola di Pantelleria e due motoveicoli, fra cui una Harley Davidson.

Nel dettaglio si tratta di una quota dell'1,25% di Unicredit del valore di 611 mln, lo 0,58% di Eni pari a 405 mln, lo 0,33% di Fiat Spa pari a 19 milioni, dello 0,33% di Fiat Industrial pari a 64 mln, del 2% di Finmeccanica del valore di 41 mln, dell'1,5% della Juventus F.C. pari a 16 milioni. I finanzieri hanno riscontrato anche un piccolo passivo della famiglia Gheddafi, pari a 1.000 euro, nei confronti della Bper.

I provvedimenti sono stati eseguiti dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sulla scorta dei decreti emessi dalla Corte d'Appello capitolina nel contesto di una rogatoria internazionale emanata dal Tribunale Penale Internazionale de L'Aja nell'ambito del procedimento per crimini contro l'umanita' nei confronti di Gheddafi, del figlio Saif Al Islam e del capo dei servizi segreti Abdullah Al Senussi. La rogatoria della Corte Penale Internazionale de L'Aja, emanata nell'ambito del procedimento per crimini contro l'umanita' avviato nei confronti del defunto leader libico e di esponenti del passato regime, ha il fine di cautelare il patrimonio degli imputati, che dovra' garantire forme di risarcimento per le vittime del regime di Gheddafi. source