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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 18 marzo 2012

Lo stato pretende...ma....non è coerente

Ecco un articolo di Luciano De Simone... specialista della comunicazione, che la dice lunga sull'ambiguità del Governo nei confronti dei servizi di privati cittadini. 

Avanti il prossimo!!!!
Lo Stato deve ad aziende e persone che hanno svolto attività e fornito beni alle Pubbliche Amministrazioni, 80 miliardi di euro. Ma i media non ne parlano, il governo dice che non è una priorità e neanche i cittadini protestano più di tanto. Perché?

"A me fa schifo parlare di denaro, giuro. Non è il mio mestiere, mi sento a disagio. Lo considero la causa
di quasi ogni male. Anzi, non quasi. Quindi, anche se in questo articolo l'oggetto può sembrare il danaro, non lo è. Gli oggetti sono due: il primo è l'informazione, il secondo l'ambiguità dello Stato.
Dunque, proviamo a ricapitolare con semplicità:
lo Stato italiano deve pagare a fornitori, aziende e persone, che hanno svolto attività e fornito beni su incarico di Pubbliche Amministrazioni, locali e centrali, 80 miliardi di euro circa. E questo è un fatto.
lo Stato italiano ha un ritardo medio sui pagamenti di questi 80 miliardi di proprietà dei cittadino che se li sono sudati, 1740 giorni circa. E questo è un altro fatto.
la normativa europea in materia impone che lo Stato paghi i suoi fornitori entro 30 giorni in media.
lo Stato italiano nel mettere in atto l'austerity fa riferimento alle richieste dell'Europa e predica ogni santo giorno l'allineamento dell'Italia ai normali comportamenti europei.
Sono io che non capisco o c'è qualcosa che mi sfugge?
E qui si conclude la premessa. Nell'insieme, i punti che ho citato mi sembra siano sufficienti, se non altro, ad aprire una discussione pubblica  di un certo peso. Mi sembra che il tema, date anche le cifre e il momento drammatico del Paese sia degno di riempire quotidianamente le pagine dei giornali, perché sufficientemente di interesse pubblico. O no?

Nell'assenza dai media di questo tema c'è qualcosa di ancora più inquietante della scomparsa delle notizie propria di un Paese come il nostro che è al 61° posto nel mondo per libertà di stampa e cioè il fatto che la notizia, per brevi attimi, viene diffusa, poi però non se ne parla. Ogni tanto, in qualche conferenza stampa, Monti viene interrogato su questo punto e candidamente risponde: “ce ne stiamo occupando, non è una cosa facile e comunque non è una priorità”. Il giornalista è soddisfatto della risposta e si rimette a sedere. Poi di nuovo il silenzio.

Lo Stato italiano avanza dai cittadini che hanno evaso le tasse circa 120 miliardi di euro. E questo è un altro fatto.

Io non sono un economista, ma basta la Sora Cesira per avere conferma che se i cittadini avessero in mano i soldi che gli spettano, forse potrebbero pagare un pochino di quei 120 miliardi. Qualcuno potrebbe dire: lo Stato non può pagare gli 80 miliardi perché non incassa dagli evasori, innescando il giochetto del se sia nato prima l'uovo o la gallina. Ma è meglio che non lo faccia perché se no gli sbatto in faccia gli F35…Ma non divaghiamo…

La questione che mi preme mettere in luce riguarda il perché i media, la pubblica opinione, i partiti e la politica in generale, siano così apparentemente insensibili ad un tema che appare a chiunque decisivo per risollevare le sorti, nell'immediato, di milioni di persone. Sì, perché questo è un problema che riguarda milioni di persone, mica stiamo parlando di qualche grossa azienda; quelle vengono pagate, o meglio siccome non si fidano dello Stato, fanno la cosiddetta “cessione del credito”: si fanno pagare subito dalle banche le quali si rivalgono poi sullo Stato in cambio di profumati interessi che, più giorni passano e più sono. Lo Stato, sono i medio piccoli che non paga (per questo parliamo di milioni di persone) perché questi non hanno sufficienti spalle larghe per difendersi, né per fare causa come sarebbe logico perché coi tempi della giustizia italiani tutto il guadagno finirebbe in spese legali.

E neanche gli interessi possono essere reclamati dopo i 1740 giorni perché la burocrazia pretenderebbe altri giorni per calcolarli e anche perché i rompi coglioni non sono ben visti dai funzionari. Poi, chissà perché, la gente  ha anche paura di giocarsi il lavoro futuro rendendosi antipatica con simili venali richieste. Invece di essere grati per essere stati pagati, suvvia…!. Si perché per evitare che i tempi si allunghino, in genere, è meglio essere gentili e deferenti con gli interlocutori amministrativi, quasi come ti stessero facendo un favore; spesso si usa anche fare un regalo particolare a Natale, per ungere la pratica… (ma questa dello stile “mafioso” tutto italico, è un'altra storia, ne parleremo un'altra volta).
Dell'informazione sorda e muta ne abbiamo parlato, passiamo all'ambiguità dello Stato e chiudiamo. Se è vero che il Governo è entrato nella fase in cui lavora sulle misure per lo sviluppo, per quale strano motivo questo tema del debito con i fornitori non è prioritario dal momento che pure i pesci sanno che per spendere i soldi e farli circolare è necessario averceli in mano, o almeno in banca? Ops, chiedo scusa, ho detto banca? La parola magica….

E se fossero le banche a dettare l'agenda dei pagamenti del governo e governare il rubinetto delle informazioni? Ora che ci penso poiché i soldi sempre dalle banche passano, una cosa è tenerli 1740 giorni, un'altra è tenerli solo per 30 miseri giorni. Vuoi mettere la differenza di interessi. Sono troppo malizioso e prevenuto?

Può darsi, come può darsi che il meccanismo sia molto più complesso e io non sia in grado di capirlo. Una cosa la so per certo: gli stipendi dei parlamentari e dei manager pubblici arrivano con svizzera puntualità ai destinatari.

Facciamo così, non parliamone più. Anche perché i giornali, anche se indirettamente, ne parlano di questa roba, si limitano alle conseguenze umane che fa più audience, ma ne parlano. Anzi, ora corro a leggere quanti se ne sono suicidati oggi per debiti e quante aziende sono fallite per mancanza di liquidità dovuta ai ritardi dei pagamenti dello Stato.

Avanti il prossimo con la vita spezzata, la dignità lesa, i sogni andati a puttane solo perché il padrone di casa, il panettiere, il supermercato, la banca, il benzinaio, l'azienda elettrica, il gas, l'asilo, la scuola… non hanno accettato di essere pagati a 1740 giorni. Bastardi malfidati! source