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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 13 marzo 2012

L'Euro è stato un grande errore, ma ormai...indietro non si torna

Martin Feldstein, illustre economista americano, professore di Harvard e consigliere di Ronald Reagan, da sempre critico verso la moneta unica ci dice: l'Euro è stato un gigantesco errore, ma ormai è qui, e indietro non si torna. Da Die Zeit.


L'economista americano Martin Feldstein aveva avvertito l'Europa dei rischi della moneta unica molto tempo fa.

ZEIT: Sig. Feldstein, 15 anni fa lei scriveva che l'Euro avrebbe potuto casuare
una guerra in Europa. Lei vede nelle controversie fra Germania e Grecia una conferma a questa sua ipotesi?

MF: Io non ho previsto nessuna guerra

ZEIT: Citiamo "Una guerra in Europa sarebbe ripugnante, ma non impossibile"

MF: Le mie osservazioni erano rivolte a Helmut Kohl e ad altri. Argomentavano infatti, che solo l'introduzione di una moneta unica avrebbe impedito il rischio di una futura guerra. Ho sottolineato che per decenni gli USA avevano avuto una valuta comune, nonostante questo si era arrivati ad una guerra civile. La mia tesi era che la moneta unica non avrebbe prevenuto nessuna guerra ma avrebbe inasprito i conflitti fra gli stati.

ZEIT: Che cosa si aspetta che succeda?

MF: La Grecia e la Germania non inizieranno alcuna guerra. Ma le tenzioni sono enormi. Molte delle preoccupazioni espresse alla firma del trattato di Maastricht, oggi sembrano essere giustificate. L'idea di mettere insieme dei paesi così diversi fra loro economicamente, non era una buona idea.

ZEIT: L'Euro doveva unire i popoli europei. Era un'idea naive?

MF: Sì, alcuni credevano che i cittadini si sarebbero sentiti piu' europei, solo perché nelle tasche avevano l'Euro. Non è vero. Se lei chiede a un francese, se si sente francese o europeo, vedrà che sceglierà la prima opzione. Politicamente l'Euro non ha portato molto all'Europa, economicamante ha fatto solo dei danni.

ZEIT: Come? Le crisi valutarie appartengono al passato. Prima in Europa sui mercati delle valute c'erano sempre turbolenze . Per le aziende europee questo era pericoloso.

MF: Questo non era un problema solo europeo. Prima in tutto il mondo avevamo alti tassi di inflazione ed enormi fluttuazioni delle monete. Questo è terminato quando le banche centrali hanno riconosciuto i vantaggi di una moneta stabile - anche senza un'unione monetaria. La Svizzera, la Svezia, Gran Bretagna, Israele, Messico, Brasile: tutti hanno la loro moneta, nonostante ciò i corsi delle monete sono stabili.

ZEIT: Sta dicendo che l'Euro minaccia l'unità dell'Europa?

MF: Almeno senza di esso non avremmo adesso questi conflitti fra gli stati causati dalla crisi. La crisi non ci sarebbe mai stata.

ZEIT: Che cosa intende?

MF: Per i mercati finanziari l'introduzione dell'Euro era il segnale, in Grecia, Spagna e Italia di prestare denaro allo stesso tasso della Germania. Questo ha portato ad un incremento dell'indebitamento in questi paesi. L'Euro ha causato molti dei problemi che ora stiamo combattendo.

ZEIT: Ma i governi europei lavorano alla soluzione di questo problema. Il Fiskalpakt è la pietra angolare di questa nuova unione.

MF: L'Europa non si sta muovendo verso una vera unione politica. Gli americani pagano una grossa parte delle loro tasse a Washington, e ricevono gran parte dei trasferimenti dal governo centrale. In Europa non è previsto di dare al centro dell'Unione così tanto potere.

ZEIT: Nessuna meraviglia. L'Europa non è ancora uno stato.

MF: Da un punto di vista economico una politica fiscale unitaria è molto importante. Un governo centrale potrebbe in questo modo  compensare le fluttuazioni della disoccupazione e della congiuntura nei singoli paesi.

ZEIT: Che cosa c'è da fare?

MF: Io credo che una parte del problema si sia risolta da sola. I mercati finanziari in futuro guarderanno da vicino e faranno suonare l'allarme, quando nei singoli paesi ad esempio i debiti crescono o le banche non vengono regolamentate in maniera corretta. Gli stati europei saranno sotto un'attenta osservazione. Gli USA in caso di necessità possono stampare denaro per pagare i loro debiti. L'Italia non lo può fare, e tutti lo sanno.

ZEIT: Lei ha una grande fede nella razionalità dei mercati

MF: Ci sono dei fallimenti di mercato, sì. Ma guardate all'Italia: il governo agisce e i tassi di interesse calano. Funziona! Alcuni problemi non sono però di facile soluzione. In un'unione monetaria non è possibile modificare il tasso di cambio e i tassi di interesse secondo le esigenze nazionali.

ZEIT: Dovremmo tornare al D-Mark e alle lire?

MF: E' stato un errore introdurre l'Euro. Ma ora è qui, e una sua dissoluzione comporterebbe dei costi maggiori. E' meglio continuare.

ZEIT: Su questo punto i governi europei sarebbero daccordo. La scorsa settimana si sono messi daccordo su un nuovo pacchetto di salvataggio per la Grecia. L'Europa va avanti?

MF: Il taglio del debito è ancora troppo piccolo. Alla fine dovremo cancellare tutto il debito greco, affinché il paese possa avere una chance. E anche allora sarà molto difficile per la Grecia all'interno dell'unione monetaria tornare a correre sulle proprie gambe.

ZEIT: Lei vuole far uscire la Grecia dall'Euro?

MF: Io propongo un'uscita temporanea. I greci reintrodurrebbero la loro stessa moneta. Allora potrebbero svalutare, e far crescere il loro export. Una volta risolti i problemi, il paese potrebbe tornare alla valuta unica.

ZEIT: Questo provocherebbe il kaos nei mercati finanziari. Spagna e Italia sarebbero attaccate, alla fine l'Euro scomparirebbe.

MF: Si potrebbe spiegare ai mercati che la situazione in Italie e Spagna non è cosi' cattiva come in Grecia. Non c'è motivo per questi paesi di dichiarare il default. Sarebbe un grande errore nella gestione della crisi non chiarire queste differenze fra i paesi.

ZEIT: I greci non sarebbero impressionati dalla sua proposta. Il governo ha paura che il sistema finanziario collassi e che i beni da importare come il petrolio non siano piu' finanziabili.

MF: Un'uscita sarebbe molto dolorosa all'inizio, ma ci sarebbero prospettive di miglioramento.

ZEIT: E' nell'interesse americano difendere l'Europa?

MF: La Grecia è un caso particolare. L'Italia si può aiutare da sola, anche la Spagna. Non credo che dei trasferimenti dagli USA all'Europa - direttamente o attraverso il Fondo monetario internazionale - avrebbero un senso.

ZEIT: La vostra riluttanza a fare qualcosa, ha a che fare con il fatto che siete americani? L'Euro minaccia l'egemonia del dollaro.

MF: Pochi economisti americani sono preoccupati per il ruolo del dollaro. Da anni si sta svalutando, ma se questo non fosse successo, il nostro deficit estero sarebbe ancora piu' alto. Il vantaggio di essere una valuta di riserva viene ampiamente sopravvalutato.

ZEIT: In Europa molti pensano, che gli americani avrebbero impedito la nascita della moneta unica.

MF:  Questo non è vero. Molti economisti ne avevano sottolineato i rischi. Ufficialmente i nostri governi hanno sempre sostenuto l'unione monetaria. E ufficiosamente l'hanno sempre considerato come un affare europeo.

ZEIT: Perchè?

MF: Forse appartiene alla politica estera, essere gentile con i propri alleati. O forse i nostri politici hanno anche semplicemente creduto a Helmut Kohl. fonte