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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 29 marzo 2012

L'economia reale non ne risente minimamente della pioggia di liquidità della BCE

Ue, il maxi prestito della BCE non raggiunge l’economia reale.

La Bce ha sbloccato negli ultimi mesi un maxi prestito da oltre 1000 miliardi di euro ad un tasso dell’1%, il famoso LTRO. Eppure questa immensa massa di denaro liquido non sembra essere confluita nella cosiddetta economia reale...

Per placare la tensione sul mercato dei debiti sovrani e
innalzare al contempo i livelli di liquidità presso gli istituti di credito europei, la Bce ha sbloccato negli ultimi mesi un maxi prestito da oltre 1000 miliardi di euro ad un tasso dell’1%, il famoso LTRO (Long Term Refinancing Operation), ricevendo piena adesione dalle banche del Continente. Eppure, nonostante tutto, questa immensa massa di denaro liquido non sembra essere confluita nella cosiddetta economia reale. Secondo gli ultimi dati resi noti dalla stessa Bce e ripresi oggi dall’agenzia Bloomberg, i prestiti concessi al settore privato – famiglie e imprese – sono aumentati dello 0,7% rispetto al medesimo periodo del 2011. A gennaio, l’incremento era stato invece dell’1,1%.

I segnali di aumento dei prestiti al settore privato, in altri termini, “sono fin qui deludenti e la stretta creditizia resta un problema per le prospettive di crescita di eurolandia” ha affermato l’economista di IHS Global Insight Howard Archer. Completamente diversa, invece, la situazione osservata nel mercato dei titoli sovrani. I prestiti concessi dalla banche agli Stati nazionali, ovvero gli acquisti dei bond, sono aumentati del 6% a febbraio contro il 4,9 di gennaio. Impressionanti i dati di Portogallo e Grecia. Le banche lusitane hanno acquistato a febbraio 4,24 miliardi di euro di titoli di Stato contro i 543 milioni di gennaio. Gli istituti ellenici hanno comprato titoli per 4,1 miliardi contro i 128 milioni acquistati nel gennaio 2012. Le banche italiane hanno mantenuto gli acquisti ad un livello costante (22,6 miliardi a gennaio, 23 a febbraio), le spagnole hanno invece ridotto le operazioni: dai quasi 23 miliardi di gennaio gli acquisti sono scesi a 15,7 miliardi di euro. Secondo la Bce prima di osservare effetti significativi sull’erogazione del credito all’economia reale potrebbero passare anche tre anni. source