La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

mercoledì 14 marzo 2012

La favola... del rigore e della crescita che non c’è

Nella solita indifferenza mediatica che si palesa nelle vicende e nelle situazioni che invece meriterebbero approfondimento è stato firmato dai membri Ue il Fiscal Compact.
Dietro queste due parole si nasconde un pacchetto di misure  di rigore e austerità che hanno come intento quello di apportare dei pesantissimi tagli ai debiti dei paesi dell’Euro zona.  Il fiscal compact prevede 2 principali regole: una  è il pareggio di bilancio (il divieto per il deficit di superare lo 0,5 per cento del Pil), l’altra invece fissa un percorso di riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil fino al 60% (dovrà scendere ogni anno di 1/20).

Il pacchetto, approvato sotto fortissime pressioni da parte della Germania, ha quindi come intento quello
di forzare alcuni paesi (vedi Italia, Grecia e Spagna) ad attuare delle politiche di smantellamento della spesa pubblica e sociale. Sotto la spinta dello spauracchio dei default del debito sovrano la Germania ha preso la palla al balzo per far inserire la regola del pareggio di bilancio nelle costituzioni dei paesi europei. Una norma che significherà enormi sacrifici per quei paesi che fanno un ampio utilizzo del debito per finanziare il welfare (sanità, pensioni, servizi pubblici, scuola).

È  sotto gli occhi di tutti il salvataggio della Grecia garantito a costo di barattare lo stato sociale a favore di selvagge liberalizzazioni e privatizzazioni. Perché queste regole possano generare benefici senza troppi sacrifici è stato calcolato che la crescita del pil debba attestarsi al 2,5. Questo numero è però destinato a rimanere una pura utopia in quanto, come un cane che si morde la coda, le politiche di forte austerity imposte dalla Germania fanno avvitare le economie verso la recessione. Secondo Banca d’Italia il pil italiano nel 2012 subirà una contrazione in termini reali dell’1,5 per cento. Questo dato ha come risultato quello di aumentare deficit e debito rendendo quasi impossibile raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e l’applicazione della seconda regola del fiscal compact. Per diminuire il rapporto pil/debito pubblico, in situazione di crescita col segno meno, è prevista una sola opzione: un’altra manovra lacrime e sangue da far pagare ai contribuenti. source

Visto quello a cui andiamo incontro la CRESCITA.... sarà solo una bufala
Aggiorniamo il grafico dell'andamento del Prodotto interno lordo includendo i dati Istat relativi al quarto trimestre del 2011. Il grafico mostra i dati, ripresi dal sito Istat, relativi al livello del Pil trimestrale a valori concatenati (ossia depurati dall’inflazione) e destagionalizzati (depurati per l’effetto di calendario). source