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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 9 marzo 2012

Crisi Mediaset, tra minacce di licenziamento e incentivi che pochi ricordano


Guest Post
di Luca Bruci

La crisi che sta investendo la compagnia televisiva italiana è nota a tutti da un po' di tempo a questa parte, sicuramente la crisi economica globale ha inciso molto, ma sembra sempre più evidente che con il governo "amico" Mediaset riusciva sicuramente più a superare le difficoltà.
Adesso ci sono timori nella dirigenza Mediaset, timori derivati ai costi delle frequenze TV, infatti il presidente Fedele Confalonieri, ha dichiarato«Un' azienda come Mediaset in una fase di rallentamento della dinamica dei ricavi ha deciso di non intaccare i propri livelli occupazionali. Ma è evidente che, se non si pongono le basi per una ripresa dell' economia e del mercato pubblicitario, sarà inevitabile farlo» (fonte)

Vogliamo però ricordare che Mediaset ha usufruito molto delle mosse governative, Mediaset
Premium,  che determina in pratica la PAYTV del digitale terrestre, nacque grazie agli incentivi statali  riguardanti l'acquisto di Decoder nel 2009 attuati dal governo Berlusconi.

Infatti come si può notare dalla seguente immagine, i ricavi di Mediaset sono aumentati molto dal 2009-2010, in piena crisi economica, passando da 3,882 mEURO a dicembre 2009 | 4,292 mEURO a dicembre 2010.




Ricordiamo inoltre che nel 2008, sempre il governo Berlusconi, nel decreto anti-crisi aumentò l'IVA sugli abbonamenti televisivi di SKY (fonte), forse un modo per indebolire la concorrenza?


Se andiamo brevemente ad analizzare il titolo Mediaset:




Vediamo subito che il titolo è ai minimi, il punto più basso è stato raggiunto il 24 novembre 2011 a quota 1.8270€ nella situazione attuale vediamo che la tendenza di lungo periodo è ancora fortemente negativa, ma di breve siamo in una situazione di test dei supporti, il prossimo è a quota 2.100€ rotto il quale si andrebbe a testare immediatamente zona 2.000€. fonte