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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 11 febbraio 2012

IMPRESE SEMPRE PIU' IN DIFFICOLTA' (specie le più PICCOLE)


Imprese: le banche hanno chiuso “i rubinetti” del credito.
 
La notizia era nell’aria da qualche mese, ma l’ufficialità è arrivata solo nei giorni scorsi con la presentazione  del Supplemento statistico al Bollettino economico della Banca d’Italia: negli ultimi 3 mesi del 2011, i prestiti erogati dal sistema bancario alle imprese sono diminuiti dell’1,5% e, nell’ultimo mese di dicembre, la contrazione è stata addirittura del 2,2%. La denuncia viene dalla CGIA di Mestre.
Questi dati confermano che ci troviamo di fronte ad una vera e propria stretta creditizia. Le banche hanno chiuso i rubinetti del credito ed in una fase recessiva, come quella che stiamo vivendo in questo
momento, corriamo il rischio che il nostro sistema produttivo, costituito prevalentemente da piccole e piccolissime imprese,  collassi.”
I numeri, come dicevamo, sono impietosi:  se nel 2011 l’ammontare complessivo dei prestiti erogati alle imprese ha superato i 995 miliardi di euro, facendo segnare una variazione del +3% rispetto l’anno precedente, va comunque sottolineato che è stata inferiore alla crescita dell’inflazione, che l’anno scorso è stata del +3,3%.
Purtroppo, la situazione è peggiorata nell’ultima parte dell’anno, dopo che il nostro spread ha cominciato a crescere a ritmi vertiginosi.  Se negli ultimi tre mesi dell’anno l’erogazione è diminuita dell’1,5%, in dicembre la contrazione è stata del – 2,2%.
Oltre alla stretta creditizia – prosegue Giuseppe Bortolussi, Segretario della Cgia di Mestre – nel 2011 le imprese hanno dovuto subire anche un forte aumento dei tassi di interesse che si è tramutato in un costo aggiuntivo  per l’intero sistema produttivo pari a 3,7 miliardi di euro”.
Tuttavia, proseguono dalla CGIA, va ricordato che le ragioni di questa contrazione dei finanziamenti sono in parte riconducibili anche all’ aumento delle sofferenze bancarie registrato dalle aziende. 
Nel 2011 – conclude  Bortolussi – le insolvenze in capo alle imprese italiane hanno toccato gli 80,6 miliardi di euro, con un incremento rispetto l’anno precedente pari al + 36%. Questa situazione ha sicuramente indotto molti istituti di credito a ridurre i prestiti soprattutto a quelle realtà produttive che non erano più in grado di dimostrare una certa affidabilità.”
 
PRESTITI EROGATI ALLE IMPRESE NEL 2011





Valori in milioni di euro








31/12/2010

31/12/2011

Var. % ultimo anno
Var. %
ultimi 3 mesi 2011
Var. %
ultimo mese 2011

TOTALE IMPRESE (*)
966.336,7

995.155,8

+3,0
-1,5
-2,2








Indice dei prezzi al consumo
140,9

145,5

+3,3
+0,9
+0,4








Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Banca d’Italia

(*) Società non finanziarie e famiglie produttrici

TASSI APPLICATI ALLE IMPRESE NEL 2011    
  Aumento %
ultimo anno
  
     
PRESTITI ALLE IMPRESE NON FINANZIARIE     4,04     +0,89  
 
PRESTITI ALLE IMPRESE NON FINANZIARIE FINO A 1 ANNO
     4,97     +1,44  
 
PRESTITI ALLE IMPRESE NON FINANZIARIE TRA 1 E 5 ANNI
     3,62     +0,63  
 
PRESTITI ALLE IMPRESE NON FINANZIARIE OLTRE I 5 ANNI
     3,43     +0,52  
 
PRES. A SOC. NON FIN.- PRES. ROTATIVI E SCOP. IN C/C
      5,27     +1,18  
     
Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Banca d’Italia   
     
EFFETTI DELL’AUMENTO DEI TASSI SUL SISTEMA ECONOMICO
 
Stima maggiori costi sostenuti nel 2011
    
PRESTITI A IMPRESE NON FINANZIARIEMaggiori spese per interessi complessive
(milioni di euro)
   
     
Spese per interessi al tasso di dic. 2010*27.330,7   
Spese per interessi al tasso realmente applicato31.041,7   
     
Differenza+3.711,0   
     
*In ipotesi che il tasso di interesse fosse rimasto inalterato tutto l’anno   
     
Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Banca d’Italia fonte