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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 11 febbraio 2012

I SUBPRIME CI SONO ANCORA... LA BCE CI CONSEGNERA’ IL CONTO


Crisi chiusa. La speculazione sui debiti sovrani si è fermata davanti al muro sollevato dalla BCE con il finanziamento illimitato alle banche europee per i prossimi tre anni.
 Lo spread è sceso, gli interessi dei titoli di Stato anche, per cui tutto a posto. Solo qualche polemica. Come quella accesa da Ferrero, ex ministro dell’ultimo rinnegato governo Prodi, che dà modo di capire quale sia il livello della maestranza politica in Italia. Pur essendo uno di quei rari uomini che non si vergognano di farsi chiamare comunista, il marxista-leninista polemizza non sul senso del denaro, che dal suo punto di vista dovrebbe rappresentare l’unità di misura del valore della forza-lavoro, ma sul fatto, inequivocabile per la prosopopea del votato alla dittatura del proletariato, che la banca affamatrice avrebbe dovuto comprare direttamente i titoli statali anziché consegnare denaro a basso costo ad istituti privati che sui titoli, poi, ci speculano guadagnandoci. Se la BCE avesse comprato
direttamente i titoli, ammesso lo possa fare, il rischio d’insolvenza del debitore, che il tasso d’interesse incorpora, avrebbe fatto salire il tasso primario del costo del denaro e, automaticamente il tasso dei mutui e dei prestiti che le imprese e le famiglie hanno in carico.

Per cui tutto bene? Ovviamente no.

Fino a pochissimi anni fa, era opinione comune che lo Stato fosse una specie di divinità onnipotente. Accantonava ricchezza per garantire la vostra vecchiaia, procurava il lavoro a chi ne aveva bisogno perché lo aveva scritto nella sua costituzione, così come la vostra istruzione era sua cura esclusiva affinché fosse della qualità adeguata. Avevate il cancro? Nessuna paura, c’era lo Stato che lo avrebbe curato con successo e a sue spese. Poi è arrivata la UE, gli Stati sono scesi dall’Olimpo ed è arrivato il nuovo dio: l’Euro.

L’Euro un dio? Si potrebbe chiamare diversamente chi dal nulla, dal vuoto pneumatico dell’universo estrae ricchezza che consegna agli uomini affinché possano continuare a vivere nell’Eden? E’ esattamente ciò che ha fatto la BCE quando ha deliberato che avrebbe finanziato illimitatamente tutte le banche che lo avrebbero richiesto al tasso dell’uno percento. Questo è quanto ognuno di voi è propenso a credere perché ognuno di voi pensa: “Io spero che me la cavo”, essendo impotente davanti al destino che non riesce più ad immaginare limpido.

La verità è meno generosa. La BCE finanzierà le banche chiedendo in garanzia i mutui e i prestiti della loro clientela, cioè acquisterà prelazione sui crediti. Non vi ricorda nulla? Massì, forza! America, 2008, subprime. Cosa sono i subprime?

I subprime sono dei prestiti concessi a tassi elevati a soggetti che non possono accedere al normale canale finanziario o bancario perché inaffidabili. Chi accede ai prestiti o mutui subprime è un soggetto che offre, a chi eroga il prestito, un rischio elevato e, dunque, pagherà un tasso di interesse più elevato rispetto al mercato normale. Cosa avverrà alle banche che hanno ricevuto finanziamenti per assorbire i titoli di Stato dei loro Paesi se questi non riusciranno a pagare gli interessi del debito? Semplice: o le imprese e le famiglie pagheranno tassi d’interesse elevati, assorbendo il rischio del debitore insolvente, o perderanno l’impresa o la casa come l’ipoteca sui mutui prevede.

Gli abitanti dell’Unione Europea sono più di seicento milioni e i proprietari della BCE, che sono prevalentemente soci di società di capitali e pochi enti pubblici, sono un numero definito ed assai limitato. Costoro diventeranno proprietari di tutto, perché l’Europa Unita è stata privata del mercato libero e della libera impresa, preferendo burocrazia politica e assenza di quel capitalismo popolare che è alla base di ogni civiltà democratica occidentale. fonte
di GIOVANNI EDOARDO MARINI