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martedì 7 febbraio 2012

Berlino...trasformazione della Grecia in un protettorato finanziario dell'Eurogruppo

German Foreign Policy, osservatorio sulla politica estera tedesca, lancia uno sguardo molto preoccupato alla proposta di creare un protettorato finanziario ellenico. 



Il governo federale di Berlino la scorsa settimana ha ufficialmente richiesto la trasformazione della Grecia in un protettorato finanziario dell'Eurogruppo. Atene non ha raggiunto gli obiettivi di risparmio concordati e dovrebbe essere per questo motivo posta sotto il controllo di un commissario al bilancio, si dice in un documento che la Germania ha presentato a Brussels per l'approvazione. Il governo eletto....
democraticamente sarebbe quindi sottoposto al suo controllo. La richiesta tedesca è supportata da influenti politici di differenti partiti; anche il nuovo presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz, un socialdemocratico, si è pronunciato a favore di una riduzione della sovranità Greca. La proposta di commissariare il paese ellenico, che da 2 anni a Berlino viene discussa apertamente, incontra però in Grecia una forte opposizione. Anche la stampa britannica racconta di una forte opposizione degli stati europei che su questa proposta avrebbero isolato la Germania.

Protettorato finanziario

Come si dichiara nel documento presentato a Brussels dal governo federale, la Grecia non ha raggiunto gli obiettivi di risparmio che le erano stati imposti. Atene, se vuole continuare ad essere aiutata dalla UE, deve soddisfare 2 condizioni. In primo luogo tutte le spese del governo devono essere subordinate al rimborso del debito: "le entrate pubbliche devono essere usate per il servizio del debito" si dice nel documento. Secondo e piu' importante:  il governo greco deve accettare un commissario  al bilancio pubblico. Questo deve essere nominato dall'Eurogruppo e per mezzo di un potere di veto dovrà controllare l'operato del governo di Atene. La Grecia dovrebbe introdurre questo nuovo meccanismo di controllo nell'ordinamento preferibilmente con una riforma costituzionale. Se la Grecia dovesse accettare la proposta, diverrebbe di fatto un protettorato finanziario europeo. La democrazia sarebbe sospesa o ridotta in un ambito centrale delle funzioni dello Stato.

Sovranità ridotta

Le richieste del governo federale a Berlino non è senza polemiche. "Non dovremmo richiedere qualcosa che anche noi non saremmo pronti ad accettare" avverte il presidente del gruppo CSU all'Europarlamento, Markus Ferber. Tuttavia, per la prima volta anche i politici della SPD sostengono l'ipotesi che sia necessario introdurre misure di riduzione della sovranità. Se la Grecia non è capace di rispettare gli obiettivi di risparmio, "i controlli e la direzione devono arrivare dall'esterno, ad esempio attraverso la UE" dichiara il ministro delle finanza Philipp Rösler (FDP). La "proposta di un controllo e di una supervisione sui bilanci degli stati, aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi" dichiara il portavoce dell'Unione al Bundestag, Norbert Harthle (CDU). Sarebbe normale, se i creditori potessero prendere parte alla decisione di come utilizzare il denaro che essi stessi hanno prestato, dichiara il politico SPD Martin Schultz. Schultz, sostenitore della limitazione di sovranità di un governo eletto democraticamente, anche in maniera temporanea, è stato eletto Presidente del Parlamento europe il 17 gennaio.

Il diritto alla trasparenza.

La possibilità di introdurre un protettorato finanziario della UE, viene discussa apertamente da 2 anni in Germania. Dobbiamo discutere "in quali forme un diritto alla trasparenza ed il controllo delle finanze di un Pese possa essere esercitato" si scriveva in un documento del 2010 della fondazione Wissenschaft und Politik (organo di consulenza del governo di Berlino). Poco dopo è arrivata la proposta del ministro degli esteri di sorvegliare il bilancio pubblico degli stati indebitati; questo compito sarebbe stato delegato ad un commissario al risparmio da Brussels. Nell'autunno del 2011, in riferimento alla indebitata Grecia il presidente della Bundesvereinigung der Deutschen Arbeitsgebersverbande (la Confindustria tedesca), Dieter Hundt, ha dichiarato che sarebbe opportuno, anche in materia di bilancio " trasferire la sovranità nazionale in favore di iniziative comuni". Poco dopo, anche la cancelliera Merkel, aveva richiesto un nuovo diritto alla trasparenza e alla supervisione dei bilanci pubblici, molto simile a quello proposto nel recente documento presentato a Brussel. Sulla volontà di Berlino di controllare le finanze pubbliche greche da Brussels, ma in futuro anche quelle di altri stati, ormai da molto tempo nessuno ha piu' dubbi.

Legami storici

Berlino incontra però resistenza. "E' impossibile che noi lo accettiamo" ha dichiarato il governo greco. Il ministro delle finanze , Evangelos Venizelos, ha fatto appello apertamente ai paesi che hanno lottato contro l'occupazione nazista: "Sono sicuro, che i vertici dei paesi europei, prima di tutto quelli che per le loro dimensioni hanno un ruolo molto importante, sanno come si gestiscono i problemi fra amici e partner che hanno unito i loro destini storici". L'appello di Venizelos è stato ripreso con preoccupazione dalla stampa francese e da quella inglese. In un commento del Times della scorsa settimana, si scriveva che il governo di Berlino sta evitando strategie efficienti per fronteggiare la crisi e le sue visioni politiche sarebbero incompatibili con quelle degli altri paesi. La Germania è "il reale outsider nella zona Euro", Francia, Italia e Spagna e gli altri "partner nell'Eurozona hanno i mezzi per salvare l'Euro" e possono scappare dal dominio economico tedesco. "La sola domanda è se hanno abbastanza fiducia in loro stessi e comprensione dell'economia per unirsi contro il potere della Germania". Questo testo rappresenta una forte chiamata ad unirsi contro l'egemonia di Berlino e viene discusso nell'establishment britannico e francese.

Poteri dittatoriali

In reltà, la possibilità di introdurre dei protettorati finanziari, è discussa da tempo a Berlino e sembra sempre piu' concreta. Lo scopo è chiaramente quello di limitare dall'esterno per un periodo di tempo i poteri delle democrazie parlamentari in materia di bilancio. La possibilità che questo avvenga, risiede in definitva nel livello di opposizione che gli organi costituzionali e politici oggi greci, ma domani di altri paesei, sapranno fare a questa proposta. Se questo avverrà, la richiesta europea di estendere un protettorato finanziario ai paesi in crisi non potrà che fallire.  Fonte vocidallagermania