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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 6 gennaio 2012

UNICREDIT..adesso la paura degli azionisti la chiamano SPECULAZIONE

La Stampa specializzata giustifica la debacle di UNICREDIT, adducendo spiegazioni sul comportamento del titolo, riferite agli aspetti regolamentari della Consob ed ai tempi tecnici per l'approvazione dell'ennesimo AdC.
Insomma, secondo loro, queste regole hanno penalizzato l'equity in Borsa, dimenticando che il sistema di rifinanziamento messo in piedi da P/zza Cordusio, altro non è che una disperata e quanto mai improbabile, ricerca di quella liquidità (presso gli azionisti main-street), che regole internazionali capestro le impongono. Non dimentichiamo che il colosso (argilla) fa parte di un gruppo di banche "sistemiche" dell'Unione Europea e di conseguenza a livello internazionale, perciò volenti o nolenti obbligate a rispettare certi
requisiti imposti dal sistema. Ora che certa stampa voglia imprimere a questo "tracollo" una giustificazione benevola, non trova nessuna logica. Diciamo piuttosto che quando si è arrivati alla canna del gas, non hai alternative, o ci provi o soccombi.
Di seguito un sunto dell'articolo apparso su MF....
Nuova giornata di passione per il titolo Unicredit a Piazza Affari, colpito duramente dagli attacchi della speculazione internazionale, tanto che la Consob ha avviato accertamenti per verificare se ci siano state violazioni della disciplina sulle vendite allo scoperto introdotta nei mesi scorsi e tuttora in vigore.

Nel giro di due giorni, scrive MF, le forti vendite sulle azioni di Piazza Cordusio hanno bruciato quasi 4 miliardi della capitalizzazione della banca, scesa ora a 8,63 miliardi, e in virtu' del tonfo del titolo, lo sconto sul Terp (il prezzo teorico dell'azione dopo lo stacco del diritto d'opzione), fissato dal cda di mercoledi' al 43%, si e' ridotto al 30,5%. Ma se l'ondata speculativa, che si e' abbattuta anche sui titoli delle altre banche quotate a Piazza Affari dovesse continuare anche nelle prossime sedute, i margini per una buona riuscita dell'operazione si assottiglierebbero pericolosamente. A complicare il quadro per Piazza Cordusio ci si e' messa anche la necessita', legata ad aspetti regolamentari, di annunciare il prezzo dell'aumento tre giorni prima dell'avvio della negoziazione dei diritti, lasciando cosi' il titolo in balia della speculazione. Se il cda sul prezzo non si fosse tenuto mercoledi', non ci sarebbero stati i tempi tecnici per ottenere l'approvazione del prospetto da parte dell'autorita' di vigilanza tedesca e di quella polacca, essendo il titolo Unicredit quotato anche a Francoforte e Varsavia
.fonte

Che dire amici....oggi il titolo scivola nuovamente a Piazza Affari, portando la perdita dall'inizio anno a -40%.