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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 2 gennaio 2012

Un brutto sentiment....la rassegnazione

Giri per le strade e la sensazione è palpabile....C'E' RASSEGNAZIONE.

Nonostante gli appelli televisivi al grido di "ce la faremo a superare questo momento" la popolazione main-street sembra come presa dallo sgomento per una situazione economica dai contorni cupi, da una mancanza di spiragli per il futuro e da un'impotenza generalizzata che ha  dell'epocale. Nessuno di noi può rallegrarsi per quello che sta accadendo.
Conversando con operatori economici, lavoratori autonomi, dipendenti ma sopratutto coi giovani, si
capisce che il clima è come minimo deleterio. Il nostro Paese ha attraversato molti momenti difficili, anche peggiori di questo, basterà ricordare il dopoguerra con il Paese distrutto per un terzo, o la crisi sociale ed economica degli anni ’70. Ma queste fasi difficili sono sempre state superate con un sentimento retto dalla speranza di un futuro migliore.
Ora non più, ora prevale la rassegnazione, la percezione che ormai il declino italiano è irreversibile, che si manifesta con la continua discesa del nostro potere d'acquisto e con la consapevolezza di chi sa che dietro l'angolo non c'è proprio niente di buono. Non basta dire che bisogna reagire, come chiede il Presidente della Repubblica, bisogna prima di tutto intervenire su quello che di marcio c'è nella nostra società, fare piazza pulita di tutto ciò che è farraginoso, disorganico e impeditivo per il nostro sistema, in modo che una qualsivoglia iniziativa economica non sia ostacolata dai burocrati di turno o politici a caccia di sovvenzioni.
Bisogna dire però, che c'è anche chi percepisce questo clima pesante, come conseguenza di un'orchestrazione ad hoc, di chi tira le fila del nostro sistema. Una percentuale minima, ma c'è. Un fisco così oppressivo non aiuta certo a progredire. Prendiamo atto che il momento è GRAVE ma crediamo anche che il bilancino dell'equità proteso verso un fisco così esasperato, sia  percepito malamente dal popolo main-street, che spera sempre in un'amministrazione pubblica efficiente e consapevole. Dicono che non bisogna farsi prendere dallo sconforto....ma vallo a dire a coloro i quali, tutti i giorni devono fare i conti con questa crisi sistemica!!!