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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 27 gennaio 2012

Tormentone infinito... Associazione Bancaria Italiana - EBA


Oramai tutti si sono accorti che quella del presidente ABI è una vera ossessione: sono settimane che annuncia iniziative legali contro l’authority della Commissione Europea, EBA, che ha osato chiedere a quattro delle cinque banche top italiane di aumentare il capitale.
 Anche ieri nuovi annunci nell’audizione alla Camera dei Deputati, ora si parla di ricorso alla Corte di Giustizia. Nel frattempo Unicredit sta conducendo in porto il suo aumento di capitale, le altre due banche hanno più o meno trovato il modo di farne a meno e quindi l’uomo nero è rimasto in mano a MPS che sembra debba ricorrere ad un nuovo intervento dello Stato, dopo i Tremonti bond, questa volta per mano della Cassa Depositi e Prestiti.  Il tormentone ABI-EBA in cui Mussari sta cercando alleati a destra e a manca sembra oramai più una questione privata di MPS.

Ma nelle dichiarazioni del presidente ABI, riportate nell’articolo di EconomiaWeb quello che più colpisce è
la cervellotica risposta alla pressante domanda sull’utilizzo della liquidità concessa all’1% dalla BCE, tante volte menzionata anche da chi scrive. Sentiamo:

POLEMICA SUI PRESTITI BCE PER COMPRARE TITOLI DI STATO. Il presidente dell’Abi ha poi ricordato che le banche italiane hanno ricevuto prestiti a lungo termine (3 anni) per complessivi 116 miliardi di euro. Mussari ha quindi smorzato le preoccupazioni sull’operatività della banche italiane che, finanziandosi all’1% dalla Bce, possono poi reinvestire questa liquidità in titoli di Stato (carry trade) ad eventuale discapito del credito all’economia. Dichiarazioni, queste, che hanno fatto discutere, specialmente in tempi in cui è evidente la contrazione del credito alle imprese.
«Non c’è questa preoccupazione, perché i titoli di Stato acquistati sono poi utilizzabili come garanzie presso la Bce per ottenere altra liquidità, per finanziare il credito. Sarei invece preoccupato del contrario, cioè se le banche italiane non fossero in grado di comprare titoli pubblici e quindi di non sostenere il debito pubblico», ha sottolineato Mussari.

Dunque, dunque secondo l’avvocato Mussari, che ha appena preannunciato che non si presenterà al rinnovo della presidenza MPS perché il suo mestiere è quello di avvocato (sic), ci sarebbe un giro tipo flipper della liquidità che funziona così:

1. le banche italiane hanno emesso e forse emetteranno altri titoli (garantiti dallo Stato) da dare in garanzia alla BCE

2. la BCE a fronte dei titoli ricevuti concede prestiti (l’ultima volta a 3 anni) e quindi liquidità alle banche  all’1%

3. con la liquidità le banche comprano BTP (che ancora rendono più del 6%)

4. le banche usano i BTP per darli a garanzia alla BCE per avere altri finanziamenti e liquidità

5. con la liquidità ricevuta danno finalmente credito alle imprese.

Forse Mussari non ha chiaro il funzionamento, questo giro non ha senso. Se alle banche serve liquidità usano i titoli che hanno già in portafoglio e se ne vogliono di aggiuntiva possono ancora emettere titoli con la garanzia dello Stato.

Tuttavia ciò che rileva è che Mussari, come tutti gli altri banchieri non risponde alla domanda più importante: i fondi presi all’1% a che tasso saranno girati alle imprese?  I tassi praticati attualmente sono tra il 6% e l’11% e mi risultano essere ancora in salita, non in calo.

In secondo luogo non ricorda che i titoli emessi dalle banche e quotati sul MOT per essere dati alla BCE sono di scadenza brevissima. Quindi o ne vengono emessi altri tra 3 o 6 mesi, oppure i BTP eventualmente acquistati andranno a rimpiazzare quei bond dati inizialmente e non generano alcuna liquidità aggiuntiva.

Infine ricordo che la liquidità è stata auspicata dall’EBA e concessa dalla BCE proprio per non fare mancare credito all’economia reale. Quel passaggio, quella piroetta attraverso i BTP non è affatto previsto e se venisse fatto sarebbe esattamente quel carry-trade che non la BCE non auspica e che serve solo a ingrassare le banche.

Le preannunciate azioni legali dell’ABI annoiano, se le metterà in atto o continuerà semplicemente a minacciarle non interessa a nessuno nel mondo delle imprese. L’ABI e i suoi vertici devono invece essere più trasparenti e spiegare se intendono mettere sul mercato frutta e verdura a prezzi calmierati (quelli della BCE) o fingere di nulla e praticare alle imprese tassi che fino a 12 mesi fa erano oltre la soglia usura. L’ABI deve dire come intende aiutare le imprese in difficoltà per evitare all’Italia altri 7.000 fallimenti nel 2012. La smetta di ricordarci ancora la moratoria, che andava benissimo ma è di nuovo finita e non ha sanato i problemi finanziari delle imprese. fonte