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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 17 gennaio 2012

Record di depositi alla BCE e CREDIT CRUNCH delle banche

Legenda...CREDIT CRUNCH dall'inglese (stretta del credito) indica un calo significativo (o inasprimento improvviso delle condizioni) dell'offerta di credito, in grado di accentuare la fase recessiva.

Le banche dell’ Eurozona, pur sostenute dalla liquidità ottenuta dai prestiti d’emergenza della Bce, continuano a cercare riparo nelle casse dell’Eurotower come certifica l’ennesimo massimo storico segnato dai depositi overnight arrivati ormai a sfiorare i 500 miliardi di euro. Così il Corriere della Sera on line, del 13 gennaio 2012.

Il circolo che la notizia descrive è sicuramente vizioso: le scelte delle banche servono a mantenere lo
statu quo ante, ovvero a mantenere vivo un cuscinetto di liquidità che serva per le emergenze. Le emergenze, quelle che nessuno racconta, sono le sofferenze rimandate più in là possibile, sono le garanzie immobiliari non escusse per la lungaggine dei tempi della giustizia italiana, sono le migliaia di situazioni nelle quali non c’è solo o soltanto il malato terminale: c’è spesso il malato che non vuole curarsi. Ovvero, non ne vuole sapere di mettere denari nell’azienda, non intende alienare le sue proprietà, pensa che ci debbano pensare le banche. E basta. Dirlo è sommamente antipatico, ma temo sia anche sommamente realista. Non è di molto tempo fa la notizia di imprenditori brianzoli che affermavano di non avere alcuna voglia di rischiare i propri denari dentro l’impresa, “senza agevolazioni fiscali”. Già, ma l’impresa di chi è? Per chi la fai? C’è molta poca voglia di rischiare da parte delle banche, ma c’è anche una classe imprenditoriale che quanto a gusto per l’intrapresa ricorda solo delle barche tristemente ferme in porto. fonte
Johnn Maynard