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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 9 gennaio 2012

Monte dei Paschi in scia Unicredit.... una pericolosa settimana di borsa

Cos'è....effetto contagio Unicredit con pioggia di contratti short su Monte Paschi.
Rumors di un probabile aumento di capitale per il Gruppo senese, hanno scatenato le vendite a piazza affari.
BMPS infatti, il 30 dicembre scorso ha ricevuto una richiesta per convertire il prestito obbligazionario da 289,8 milioni...il cosiddetto fresh.

Lo riferisce una nota in cui si dice che il compratore pagherà le azioni a 2,21 euro.

Con riferimento all'emissione di titoli obbligazionari convertibili Floating Rate Equity-linked Subordinated Hybrid Preferred Securities (Fresh), dice la nota, il Monte "ha ricevuto una richiesta di conversione, per un
ammontare complessivo di 289.799.998,24 euro, a fronte della quale sono state emesse, al prezzo di conversione di 2,12 euro, 136.698.112 azioni ordinarie BMPS, pari a circa l'1,26% del capitale ordinario ante conversione".

A questo punto le azioni dovrebbero essere sottoscritte dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena.
Per capire come stanno le cose vediamo di seguire un pò la situazione....
***Gli avvenimenti macro/economici e la politica in ambito europeo, restituiscono fiato al moto di resistenza scelto da MPS nei confronti di EBA (European Banking Authority) e della sua richiesta di 3,267 miliardi, praticamente raddoppio dell’attuale capitale borsistico: dovranno riconsiderare qualcosa o aspettare che un raider asiatico decida di rompere gli indugi e fare festa al colosso bancario germanico? Intanto si limano i conti da tutte le parti, per vedere di colmare o diminuire il numero richiesto dall’autorità europea.
Questi giochi di (Fresh), cessioni di attività no core, cartolarizzazioni. Svendere e impoverire, per portare la cifra cash al valore più basso possibile, forse meno della metà, per dare alla Fondazione un potere contrattuale maggiore con chi sarà chiamato nella società a sottoscrivere l’aumento. Così da mantenere la presa su Rocca Salimbeni (nome della Piazza e dell'edificio in cui è posta la sede centrale della banca Monte dei Paschi). E potrebbe essere finalmente una buona notizia per i senesi, nati, di provincia e acquisiti. In fondo, i sondaggi dicono che la fiducia nei confronti degli attuali governanti locali è ai minimi termini, sono ritenuti poco capaci, ma l’arrivo di un Direttore Generale nuovo di pacca farebbe pensare positivo. Vedremo nei prossimi mesi!! Ma chi potrebbe sottoscrivere l’aumento di capitale? Francesco Gaetano Caltagirone sembra fuori dai giochi, per via della condanna penale. Però però il suo avvocato Paola Severino nel frattempo è diventato, guarda i casi della vita, il Ministro della Giustizia: da qui a febbraio potrebbe saltare fuori un comma, un codicillo, una quisquilia qualsiasi che lo rimetta in sella al destriero Montepaschi. Ci sembra oggi più possibile un intervento francese. Axa, sorniona e silenziosa, ha ammesso per bocca di Marc Raisière, membro del Comitato Esecutivo, di avere in portafoglio liquidità a sufficienza, quindi è in grado prontamente di intervenire sul capitale MPS. Viste le relazioni a doppio filo con Rocca Salimbeni, è probabile che la compagnia assicurativa transalpina stia solo aspettando di essere invitata al tavolo, dove già ha fatto affari interessanti con Mussari.
Ritorniamo alle vicende del giovedì di borsa. Il titolo Mps ha chiuso con il secondo pesante ribasso consecutivo -8,55% a euro 0,2364 dopo aver toccato anche il minimo di sempre nel corso della seduta a euro 0,235, subendo ben due sospensioni dagli scambi. Nel pomeriggio sono arrivati dati interessanti dagli USA, che fanno pensare a una possibile ripresa nel mercato nord-americano, ma si vedrà la prossima settimana.
Ghizzoni ha detto a Il Sole 24 Ore: «Chi non ricapitalizza, e la sensazione è che in Europa siano in molti a resistere, starà nei parametri riducendo gli attivi. Con seri rischi di credit crunch». Ma il credit crunch le banche italiane lo stanno già facendo..
I 116 miliardi prestati dalla Bce stanno nei forzieri degli istituti di credito per abbellire i bilanci di prossima presentazione e non sono stati girati alla clientela. Un'inchiesta del Fatto Quotidiano ha rivelato che è praticamente impossibile ottenere un mutuo da qualsiasi banca, compresa MPS. La moratoria concessa alle famiglie che nel 2011 sono state impossibilitate a pagare le rate dei mutui accesi non è stata ancora rinnovata. Non parliamo degli interessi sullo scoperto di conto corrente che possono arrivare anche al dodici per cento, tanto la legge antiusura è stata modificata la scorsa estate, appositamente. L’accesso al credito privato e aziendale è praticamente chiuso a doppia mandata e moltissimi clienti sono stati pregati di rientrare, specie quelli che vantano crediti con la pubblica amministrazione, più che mai considerata il top dell'insolvenza. Se tutto questo non è credit crunch, di cosa stiamo parlando?
Molti cassieri del Monte, vero termometro della crisi in tutta Italia, ci raccontano che dappertutto clienti della banca senese si precipitano agli sportelli per ritirare tutti i loro depositi per la paura che la banca fallisca, ed è un ulteriore colpo alla sostanza dell’azienda bancaria (l'immagine ormai è già compromessa, come gran parte del comparto). Non è vero, la banca non fallirebbe in nessun caso, verrebbe solo acquisita da un concorrente più grosso, ma non tutti sono disposti a crederlo.*** fonte