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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 29 gennaio 2012

L'economia europea alla deriva....in un contesto mondiale zeppo di incognite

Anno 2012... percepito come periodo molto incerto per l'economia mondiale.


La crescita si sta dimostrando piuttosto anemica negli Stati Uniti, con un certo rallentamento anche in Asia come in gran parte delle economie emergenti.
 In contrapposizione a queste note (diciamo così) positive, sta altresì crescendo, nel centro-sud Europa, una forte ed inesorabile recessione, per quel gruppo di paesi in perenne conflitto con un debito endemico, causato da molteplici e perseveranti amministrazioni pubbliche, inique e corrotte.
Purtroppo quello che è iniziato l'anno scorso, avrà sicuramente degli strascichi non indifferenti per
l'economia mondiale, o per causa diretta, o per effetto riflettente e indiretto, anche in quelle aree del globo, dove la situazione risulta essere migliore delle altre.
Nella maggior parte del nostro continente, il problema della mancata crescita e la necessità di far fronte ad un continuo innalzamento del debito, non fa altro che peggiorare una situazione già di per se molto critica.
Una cosa è certa però ed è che per far fronte a tutto questo, l'innalzamento dell'austerità, non risolve certamente il problema, anzi lo aggrava, anche perchè la situazione che aleggia sull'economia globale non è  nè temporanea nè casuale.
Gli affanni e le varie soluzioni che di volta in volta vengono proposte dai governanti europei, trovano sempre contrapposizioni ed ostacoli, suggeriti per lo più da sentiment e campanilismi radicati, che altro non fanno che dilatare un grosso problema, per poi allontanarlo da (ammesso che ci sia) una possibile graduale soluzione.
Nel frattempo aspettiamo fiduciosi la fine di quella telenovela infinita che è la ristrutturazione del debito greco, che, una volta risolto, porterà con se fantasmi anticipatori di conseguenze infauste non tanto nascoste, per quei paesi già candidati ad un possibile default, così come vengono tacciati i cosiddetti PIIGS.