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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 24 gennaio 2012

Cos'è la Tobin Tax...incidenza..schieramenti e opinioni


***La tassa sulle transazioni finanziarie, nota anche come Tobin Tax, è diventata un grosso problema per quasi ogni paese che dovrà prendere accordi il prossimo 29 gennaio. Una cosa è certa, non sarà facile, così come non è mai facile quando si tratta di prendere un accordo tra i 27. Una cosa che tutti quelli che sostengono il piano di tale tassa è che l’attuale proposta avanzata dalla Commissione europea dovrà essere modificata e, cosa ancora più importante, dovrà essere più robusta.

Come previsto, con l’eccezione dei conservatori britannici e del loro gruppo politico, c’è stato il sostegno
generale del comitato al fine di avere un’imposta europea sulle transazioni finanziarie. La maggior parte di essi ha convenuto che la priorità dovrebbe essere quella di puntare ad una imposta valida per tutti i 27 paesi mentre, se questo non è realizzabile, allora si dovrebbe puntare all’intera zona euro.
Nel complesso, la principale preoccupazione dei parlamentari europei, così come quella di molti Stati membri e delle istituzioni finanziarie, è il cosiddetto principio di residenza. Molti deputati hanno detto che la cosa potrebbe portare ad una certa evasione, anche se alcuni sottolineato che il costo della tassa proposta è così basso che sarà più costoso spostare una società che pagare la tassa.

Tuttavia, se Francia e Germania dovessero andare avanti senza la Gran Bretagna ed altri paesi, la proposta iniziale della Commissione per avere una tassa su tutti i 27 stati membri dell’UE dovrà essere modificata in modo da fermare i commercianti della zona euro e le banche dal trasferirsi a Londra e in altri potenziali paradisi fiscali.


I funzionari hanno detto che qualsiasi nuovo piano dovrebbe utilizzare il principio di residenza, ma l’idea è quella di richiedere che qualsiasi prodotto finanziario emesso da un governo o da un’azienda in un’area in cui si applica la Tobin Tax, debba essere oggetto di prelievo, indipendentemente da dove le parti si trovano.***  fonte

***Proposta per la prima volta nel 1972 dal premio Nobel per l’economia James Tobin e recentemente rispolverata dalla Commissione Europea. Cos’è e come funzionerebbe la tassa sulle transazioni finanziarie.

Di Tobin tax si parla da quarant’anni. Da quando nel 1972 l’economista statunitense James Tobin, da cui poi prese il nome, insignito del premio Nobel per l’economia nel 1981, la propose. Ora torna d’attualità con la crisi. Rispolverata dai governi europei alla ricerca di risorse, anche nel tentativo di dimostrare che la politica può tornare ad avere il primato sulla finanza. Come a dire: la finanza ha provocato la crisi, la finanza (almeno in parte) la paghi. Per molti si tratta di una scelta di puro buon senso, giusta, solidale e sostenibile. Ma non tutti la pensano così.

L’idea di Tobin. La versione originaria prevedeva l’introduzione di un’aliquota minima, intorno allo 0,1%, sulle transazioni finanziarie a breve sul mercato dei cambi. L’obiettivo, esplicitato in un’espressione divenuta poi celebre, era quello di mettere dei “granelli di sabbia” negli ingranaggi della speculazione finanziaria, con particolare riferimento appunto a quella che si scatenava sul mercato delle valute. Importante tenere a mente il contesto: si era infatti all’indomani della fine del regime dei cambi fissi, decisa il 15 agosto del 1971 dal presidente statunitense Richard Nixon, che aveva regolato fino a quel momento i rapporti di conversione fra le valute. L’idea di Tobin era dunque di porre un freno alla speculazione per rendere più stabili i rapporti fra le valute in un regime di cambi flessibili.

Dalla Tobin tax alla Ttf (Tassa sulle transazioni finanziarie). La proposta attuale è in larga misura ispirata a quella originaria di Tobin, ma se ne differenzia per alcuni elementi. La Ttf, infatti, prevederebbe l’applicazione di un’aliquota a tutte le transazioni finanziarie, o se non altro alla maggior parte di esse, quindi il suo raggio d’azione si estenderebbe ben al di là del mercato dei cambi. Inoltre, le aliquote potrebbero essere differenziate a seconda del tipo di attività oggetto della transazione (azioni, obbligazioni, prodotti derivati).

La proposta della Commissione europea. A fine settembre 2011 il presidente della Commissione europea, Barroso, ha ufficializzato quella che al momento si può definire la proposta-quadro dell’Europa sulla Tobin tax o Ttf. Prevederebbe due differenti aliquote: una più elevata, dello 0,1%, che colpirebbe le transazioni su titoli azionari e obbligazionari; una più contenuta, dello 0,01%, che verrebbe applicata sulle transazioni di prodotti finanziari derivati.

Favorevoli e contrari. Da decenni sulla Tobin tax si confrontano due schieramenti, uno pro e uno contro. Non sono aliene a tale contrapposizione motivazioni ideologiche.

I contrari pongono sostanzialmente due obiezioni:
-la tassa ha difficoltà tecniche di applicazione
-la tassa deve venire applicata da tutti i Paesi del mondo, altrimenti i Paesi che la applicano sono destinati a subire un deflusso di risorse finanziarie, quindi una perdita di competitività.*** fonte