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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 2 dicembre 2011

Patrimoni e risparmio delle famiglie minati dalla crisi

Si sa che in economia la demografia e il modello familiare, sono un termometro piuttosto importante, nella percezione del sentiment sul periodo che stiamo attraversando.
A questo proposito il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali, un istituto di ricerca socioeconomica fondato nel 1964) ha stilato un rapporto alquanto esaustivo in materia.

Censis: si erodono patrimoni delle famiglie, in calo il risparmio.

"Il modello italiano della famiglia polifunzionale inizia a mostrare segni di debolezza, con
riferimento alla patrimonializzazione e alla solidarieta' intergenerazionale". E' quanto emerge dal 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale italiana, secondo cui la forza delle famiglie resta solida, ma registra segnali di "significativa erosione".

Da un lato l'82% delle famiglie italiane ha la proprieta' della propria abitazione (a fronte del 70% del Regno Unito, il 60% della Francia, il 45% della Germania) e l'attivo finanziario delle famiglie, al netto dei debiti, ammonta al 175% del Pil (a fronte del 131,5% della Francia, al 125,2% della Germania, al 77,5% della Spagna). Tuttavia, dall'altro lato, il Censis segnala che "in valore assoluto c'e' stata una erosione significativa di questo patrimonio, passato dai 3.042 miliardi di euro del 2006 a 2.722 miliardi (-10,5% in valori correnti, -16,3% in valori reali)".

Il Censis fa notare che il rapporto tra la ricchezza netta delle famiglie e il reddito disponibile e' elevato e in crescita: era pari a 7,4 volte nel 1999 ed e' salito a 8,8 volte. Ma l'afflusso di nuove risorse e' in forte restringimento, perche' nell'ultimo quinquennio la propensione al risparmio delle famiglie si e' ridotta: se a meta' degli anni '90 era superiore al 20% del reddito disponibile e a meta' dello scorso decennio oscillava ancora tra il 15% e il 17%, ha subito una progressiva contrazione fino all'11,3%. Cio' significa che per ogni nucleo familiare, i risparmi accumulati su base trimestrle sono passati da 1.860 euro di fine 2005 a poco piu' di 1.200 euro alla meta' del 2011 (-34,5%).

Sotto il profilo della provenienza dei redditi, se all'inizio degli anni '80 cio' che le famiglie percepivano era per il 70% reddito da lavoro, soprattutto dipendente, nel 2010 tale quota si e' ridotta fino al 53,6%, mentre i redditi da trasferimenti e da capitale sono passati dal 29,6% al 46,4% del reddito familiare complessivo.

Si riduce anche la capacita' della famiglia come integrazione del sistema di welfare: se nel 2010 c'erano 18,5 persone autosufficienti fra 50 e 79 anni per ogni ultraottantenne non autosufficiente, entro il 2040 questa proporzione e' destinata a dimezzarsi, con 9,2 persone autosufficienti ogni anziano potenzialmente bisognoso di assistenza. fonte