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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 28 dicembre 2011

- lavoro...- potere d'acquisto....+ tasse = HARAKIRI

Frana sul potere d’acquisto.

Stipendi bassi e tasse pesanti, così l’Italia perde terreno.

Una frana: quella che ha eroso il potere d’acquisto dei salari degli italiani è stata una vera e propria frana, determinata dall’effetto combinato della scarsa crescita degli stipendi (tanto dal punto di vista contrattuale, quanto da quello reale) e della corsa dell’inflazione. Una situazione preoccupante – soprattutto i vista dell’entrata in vigore dell’ultima, severa manovra economica – resa ancor più dolorosa dal confronto con gli altri Paesi: l’Italia perde terreno su scala internazionale.

Una lunga scivolata all’indietro

Secondo rilevazioni Ocse – con dati relativi al 2010 – i salari italiani sono inferiori alla media degli stipendi
dei 34 Paesi maggiormente industrializzati. Nella graduatoria dei salari netti, il nostro Paese si colloca al 22esimo posto con 25.155 dollari annuali (circa 19.350 euro), ossia mille euro in meno della media Ocse e quasi 4mila euro in meno della media dell’Ue a 15.

Se si racchiude il confronto ai soli Paesi del G7, il nostro Paese è in ultima posizione. Logica conseguenza di dati che mostrano come la retribuzione netta annuale italiana sia 11mila euro inferiore a quella del Regno Unito, 5mila euro più bassa rispetto a quella tedesca, 2mia euro inferiore a quella francese e persino 1.500 euro più bassa di quella spagnola.

La colpa è anche della tassazione

Secondo l’Ocse a incidere in maniera pesante sulle retribuzioni degli italiani, in questi anni, è stato il livello di imposizione fiscale. Sui 34 Paesi presi in considerazione dall’Ocse, l’Italia è al quarto posto, con un prelievo fiscale pari al 46,9% se si prende in considerazione la retribuzione media di un lavoratore single senza figli.

Gli unici Paesi in cui il Fisco è più severo con gli stipendi dei contribuenti sono: Belgio (55,4%), Francia (49,3%), Germania (49,1%) e Austria (47,9%). Più leggera la situazione per spagnoli, olandesi e danesi (che subiscono una pressione fiscale stimabile al 38-39%) e per i britannici (32,7%). fonte

C'è da dire che anche l'evasione in Italia non scherza! Siamo medaglia di bronzo nel mondo.

Evasione fiscale. Primi Usa, terza Italia
Secondo l'osservatorio di taxjustice network, il Paese con la maggiore evasione fiscale sono gli Usa, con 337 mld Usd che sfuggono al Fisco. l'8,6% del PIL calcolato sulla base di un'aliquota media del 26,9%.
Al secondo posto c'e' il Brasile con 280 mld Usd.
Tera l'Italia con 238 mld Usd non pagati all'Erario.
Poi la Russia, che ha comunque il record di economia sommersa sul PIL, 221 mld Usd che pero' rappresenta il 43,8% di sommerso. Sette mld in piu' della Germania e 50 in piu' rispetto a Francia e Giappone. fonte