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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 27 dicembre 2011

Il dollaro forte spinge le vendite

Tra l’andamento della valuta americana e il prezzo delle materie prime c’è una relazione inversa.

Da diversi anni si parla della relazione inversa esistente tra l’andamento del dollaro e i prezzi delle materie prime. La dominanza economica degli Stati Uniti nell’ultimo secolo o quasi, ha permesso che il prezzo delle principali materie prime sia espresso fondamentalmente in dollari Usa. E anche se esistono casi in cui i prezzi sono espressi in valuta locale, nella stragrande
maggioranza delle volte questi sono una funzione diretta di un prezzo globale in dollari statunitensi.


Più capitali affluiscono sulle materie prime, più il prezzo del dollaro sale nei mercati globali, andando così a intaccare le riserve monetarie, le quali a loro volta si assottigliano. Quindi i trader che operano sui futures in giro per il mondo sono da tempo condizionati nel vendere materie prime quando il prezzo del dollaro si alza. E l’opposto accade quando il dollaro è debole: questa circostanza costituisce infatti il segnale di inizio per gli acquisti di materie prime. La recente contrazione dei valori delle commodities non segnala dunque un’economia debole, ma il semplice risultato di un rally del dollaro.

Proprio per questo motivo gli “speculatori” attendono alla finestra prima di investire nel lingotto o in titoli auriferi, focalizzandosi invece sul dollaro per fare acquisti. Ma le domande restano: per quale motivo il dollaro sale? Per quanto tempo salirà ancora? E quando invece tornerà a scendere? Dennis Gartman, un tra gli investitori più accreditati sull’oro, ha venduto tutto il suo portafoglio in oro il giorno in cui il prezzo del metallo giallo è iniziato a scendere, spiegando che il calo potrebbe proseguire fino a quota 1.350 dollari l’oncia, pur rimanendo comunque in un trend ascendente di lungo termine. “Non voglio essere corto di oro, ma non credo che le prossime settimane siano il momento ideale per acquistare”, ha spiegato Gartman. fonte