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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 20 dicembre 2011

DOWNGRADE Sovrani....vere e proprie minacce seriali

Timori e paure degli investitori per quello che sta succedendo in Europa, sono giustificate da vere e proprie minacce seriali di downgrade delle famigerate agenzie di rating.
Quest'ultime, a causa del risaputo conflitto di interessi, dispongono a loro piacimento, pressioni su intere regioni planetarie, stati e banche, a seconda delle (ovviamente celate) esigenze d'interesse e governance a cui devono rispondere. Di questi tempi, la continua minaccia di declassamenti sull'affidabilità finanziaria di intere regioni europee, è da collegarsi alla pessima evoluzione nella gestione e controllo della nostra moneta unica da parte dei singoli stati. Le ultime notizie raccontano di una delle tre sorelle del rating (di sicuro in sintonia con le altre, visto che agiscono in regime di monopolio) propensa a preavvisare l'intera
zona euro, per un possibile downgrade di nazioni e banche, da far temere il peggio. Tra le vittime di turno di questo declassamento ci sarebbero FRANCIA e AUSTRIA, paesi ancora (ma non per molto) con rating tripla AAA. Per la Francia come data probabile si mormora l'antivigilia di Natale, ma nella migliore delle ipotesi si prospetta un periodo di limbo lungo sei mesi. Ecco allora la speculazione galoppante che comincia ad aggredire i mercati, ormai molto simili a delle scialuppe allo sbando che navigano a vista, sempre in allerta per nuovi annunci o posibili declassamenti. Per Parigi infatti, è timore diffuso che il perdurare di questa crisi debitoria in Europa, possa portare a "gravi passività potenziali" per i propri istituti di credito, con prospettive future probabilmente molto critiche.

Anche per l'Austria, il rischio declassamento è strettamente collegato all'esposizione bancaria verso il debito sovrano, che costringerebbe da qui in avanti, il governo austriaco a dei salvataggi in extremis.
Non dimentichiamo che la più grande banca italiana ha molti interessi da quelle parti e che il suo travaglio finanziario è legato a doppio filo proprio con quelle economie.
D'altronde la BCE non ha alcuna intenzione di continuare ad essere la ciambella di salvataggio dei singoli stati, in quanto  disposta (per ora) solo ad aiutare le banche e non i governi.
In ultima analisi son propenso a credere che l'America, per bocca delle sue Agenzie colluse, tema questa crisi europea, in quanto non funzionale al suo collaudato "trust" economico, che oltre ad esser pesantemente minato da un debito abnorme, possa in futuro subire crolli verticali difficilmente controllabili.