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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 21 dicembre 2011

Banche in crisi...problema di marketing

Se continua il sentiment attuale, per gli istituti bancari, si profila un futuro a dir poco burrascoso sotto l'aspetto del marketing.
 
La necessità di far soldi, non giustificherà in alcun modo, comportamenti ingannevoli verso clienti a loro volta preoccupati di vedersi decurtare a suon di tasse, conti correnti e polizze titoli. Le news poi, su "serpico", questo cervellone del ministero che scannerizzerà ogni operazione in nome della nobile lotta all'evasione fiscale, susciterà non pochi mal di pancia nell'utenza bancaria.

***Per questo e per altri motivi non contingenti, legati a questo periodo epocale di
depressione occidentale, ogni banca, grossa o piccola che sia, dovrà avere un'occhio di riguardo "in più" verso l'utenza, adottando approcci trasparenti, piuttosto che modi spesso nascosti o sepolti da un linguaggio giuridico che la maggior parte dei clienti ha difficoltà a comprendere. Oltre questo, ricordo che la prassi consolidata di istituire voci d'aumenti di commissioni per operazioni in genere, transazioni, trading, bollette, carte di credito e quant'altro, dovrà esser ponderata nei minimi particolari, visto il clima di sfiducia instauratosi ultimamente. Insomma il "cliente" non è più un "pollo da spennare" com'era fino a prima della crisi. Per le grandi banche poi, nel far emergere una loro immagine di solidità, ma sopratutto recuperare quella redditività oggi smarrita, hanno bisogno di adottare delle misure tipo:

Scoprire che cosa vogliono (o non vogliono) i clienti. Il problema commissioni per i servizi che prima erano inclusi a titolo gratuito non è il modo migliore per simpatizzare o influenzare positivamente i clienti.

I clienti vogliono una banca che non manchi di tenere i loro soldi al sicuro, trattarli con rispetto, e consentire loro di utilizzare i loro risparmi quando ne hanno bisogno o per investire nel futuro.

Riorientare i loro sforzi sul prendersi cura dei loro clienti buoni . Le aziende che si concentrano a soddisfare le esigenze dei loro clienti, attirano più clienti e profitti, mentre quelle che inseguono solo il fine denaro, perderanno i clienti e il loro denaro.

Comunicare meglio. Se le banche devono pagare per alcuni servizi che i clienti richiedono, esse dovrebbero pubblicare le tasse in modo tale da consentire ai clienti di scegliere quelli che vogliono invece di nasconderli o tenerli nascosti sull'estratto conto. Inoltre, le banche non devono essere troppo attaccate ai slogan di cortesia senza senso, ad esempio una banca usa lo slogan: "Tu sei più di un cliente. Io che sono un cliente, quando ho chiesto agli altri clienti della banca o alle persone che hanno lavorato in banca il significato di quello slogan, nessuno me lo sa dire.

Come per tutte le imprese, anche le banche hanno bisogno di comprendere il concetto di lifetime value (fascino intuitivo come concetto di marketing. In teoria rappresenta esattamente quanto ogni cliente è un valore in termini monetari, e quindi esattamente quanto nel concetto di commercio si è disposti a spendere per acquisire ogni singolo cliente.) di un cliente.*** fonte