La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

venerdì 23 dicembre 2011

2012...ROUBINI tuona contro l'economia cinese...ma sarà vero???

Entro 2013 al più tardi, ma possibilmente già in 2012,
una tempesta perfetta dell'doppio-tuffo in recessione 
negli Stati Uniti, un piano d'azione disordinato nella
zona euro e un atterraggio duro in Cina potrebbe
attuarsi. fonte



Di Europa e Stati Uniti se ne parla a iosa, ma sulla Cina aleggia sempre un pò di mistero anche se parzialmente svelato. Eppure il gigante asiatico ha già sorpassato il Giappone come potenza economica mondiale e s'appresta a
diventare il "numero uno" al mondo, scavalcando gli USA.
Avrà allora ragione Roubini, nel dire che la Cina potrebbe cadere con un atterragio "duro"? O si sbaglia! Analizziamo un pò la situazione!   
***A partire dal 2011, la velocità di crescita del Pil cinese è calata dal 9.7%, nel primo semestre, al 9.6% nel secondo semestre, nonostante il calo non sia stato enorme. Riguardo al PMI, esso è rallentato per tre mesi consecutivi, avvicinandosi ora al 50%, che è considerato una linea di demarcazione. Giudicando dalla troika dell'economia nazionale, ossia gli investimenti, il consumo e le esportazioni nette, il calo evidente della velocità del consumo è già diventato fattore principale del rallentamento del Pil.
Tuttavia, la prospettiva non è cosi desolante. La domanda di consumo possiede una propria forza, e con lo stimolo di politiche appropriate, la possibilità di una crescita stabile costante, nel secondo semestre, rimane ancora enorme. Nonostante un rallentamento nella prima metà del 2011, le esportazioni si presentano ancora stabili, e, sebbene la crisi del debito americano abbia gettato un'ombra sulle esportazioni del secondo semetre, la possibilità di una crisi finanziaria mondiale bis rimane remota, quindi l'export cinese non avrà un rallentamento a valanga come accadde tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009.
Quest'anno, gli investimenti sono ancora la prima forza motrice a trainare la crescita. A tal riguardo, i governi locali hanno giocato un ruolo molto importante, con i loro progetti di investimento che hanno occupato il 94% di quelli del primo semetre. A causa del ristringimento della fornitura finanziaria e del rafforzamento della supervisione della piattaforma del finanziamento locale, la limitazione della capacità di finanziamento dei governi locali influenzerà la velocità della crescita. Per fortuna l'aumento degli investimenti nelle case popolari e l'accelerazione di quelli nei progetti idraulici aiuterà a riparare l'insufficenza degli investimenti nel secondo semestre. In generale, anche se il Pil del secondo semetre registrerà un certo calo, il margine di caduta sarà limitato, e si prevede che la sua crescita dell'intero 2011 finirà sopra il 9%.

Invece della crescita economica, al momento, è necessario guardare più a lungo termine. Il "Lewis turning point" è un concetto di cui molta gente ignora il significato. Sulle coste cinesi c'è da qualche anno consecutivo la cosiddetta "carenza di lavoro", ad indicare che la Cina è entrata in un processo di scomparsa graduale del suo "dividendo demografico". Ma una cosa va detta, la Cina è, si, un paese con un'enorme popolazione, ma ha anche un consumo pro capite relativamente basso. Negli ultimi anni, il costo della manodopera sta crescendo energicamente e continuamente. Se nel passato la manodopera a basso costo ha sostenuto la crescita dell'export a lungo termine, in futuro, l'innalzamento del consumo pro capite, che possiede un'enorme base, trainerà ulteriormente e con forza l'incremento del consumo, rendendo quest'ultimo la prima fonte della crescita economica.

Il processo di accelerazione dell'urbanizzazione dal 2003 sosterrà la crescita dell'economia cinese a lungo termine. Attualmente il tasso di urbanizzazione della Cina e' ancora relativamente basso, soprattutto nelle zone centrali e occidentali nelle quali, in alcune aree, la percentuale si attesta solo al 30%, e, in futuro, vedranno entrare nelle città un flusso continuo di centinaia di milioni di persone. Ciò, porterà non solo alla domanda di investimenti collegata alla costruzione di infrastrutture ed abitazioni, ma anche ad un aumento costante dei consumi. Trasformandosi in cittadini, molti contadini in futuro diventeranno una forza motrice importante per la crescita sostenuta e rapida dei consumi.

Il ritorno dell'inflazione è un'altra preoccupazione per l'economia cinese., A causa dell'alta inflazione, dei provvedimenti rigidissimi in futuro porteranno un atterraggio duro all'economia cinese? In realtà, a partire dal 2010 il credito monetario sta già andando verso un ristringimento, la crescita ampia della massa monetaria è passata da un picco del 30% all'attuale livello sotto il 15%. Con il miglioramento delle condizioni dell'inflazione monetaria, il ribasso della crescita economica si presenta ancora lieve. Se si osserva il nucleo dell'inflazione, senza considerare i prodotti maggiormente influenzati da elementi ciclici e stagionali dei prezzi alimentari, i prezzi hanno registrato un certo aumento, ma rimangono ancora stabili. Mentre per i prodotti influenzati maggiormente da fattori ciclici e stagionali, la restrizione monetaria funzionerà solo in modo indiretto; adesso il governo ha già attuato delle misure per aumentare più direttamente la fornitura e ridurre il costo della circolazione, l'effetto c'è già stato e sarà ulteriormente dimostrato. Nelle condizioni di un equilibrio fondamentale del rapporto tra la fornitura e la domanda e di un ovvio miglioramente dell'ambiente monetario, la futura inflazione cinese rimarrà generalmente sotto controllo.

In generale, il lieve ribasso dell'economia cinese è principalmente un risultato del controllo autonomo, e l'enorme forza di crescita interna ha fatto sì che l'economia cinese non rischi un atterraggio duro***.fonte