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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 5 novembre 2011

UNICREDIT..ancora Unicredit...regole sistemiche anticipate

Il rischio sistemico ha da sempre giocato un ruolo di primaria importanza nel dibattito economico. E' opinione generalmente accettata, che il sistema bancario è un importante canale nella diffusione
degli shock verso l'economia globale. Osservando gli studi specializzati inerenti al rischio sistemico bancario, si evidenzia come punto centrale, la teoria della “corsa agli sportelli” causata da convinte aspettative dei depositanti, circa la non solvibilità del singolo istituto. In questo periodo in particolare, il rischio “contagio” risulta maggiore rispetto ad altri periodi, proprio a causa di una possibile se non conclamata recessione. I collegamenti
interbancari poi, rendono questo rischio contagio ancora più plausibile. Quando la crisi colpisce diversi istituti di credito, si usa la definizione bank panic”,cioè paura di un'evidente fragilità, dell'intera struttura bancaria, proprio del sistema fatto di strette correlazioni interbancarie e sistemi dei pagamenti. C'è da dire altresì, che il prestito interbancario se da un lato protegge il mercato da shock di liquidità, che si concretizza in un numero inferiore di fallimenti individuali, dall'altro è causa di un aumento del rischio sistemico
capace di coinvolgere un numero maggiore di istituti. Ed è proprio per questa ragione che oggi, nel corso del G20 il Financial Stability Board ha annunciato l'elenco dei 29 Istituti di Credito con rilevanza sistemica globale, che faranno parte del S.I.F.I. (Systemically Important Financial Institutions), le quali dovranno adeguare i propri requisiti patrimoniali agli standard individuati dal Financial Stability Board entro la fine del 2012. In buona compagnia di altri colossi bancari, è stato incluso anche UNICREDIT (unica banca italiana) il quale entro il 14 di novembre (data della riunione del CDA) dovrà pronunciarsi o quantomeno indicare un piano industriale che forse configurerà un eventuale aumento di capitale. *** Secondo stime degli analisti il capitale di cui ha bisogno Unicredit è tra i 4 e i 7 miliardi di euro. Molto dipenderà da come verranno valutati i cashes, gli strumenti finanziari dalla ricca cedola usati per la ricapitalizzazione del 2009 (e che ai tempi non furono stati sottoscritti dalla Fondazione Cariverona). Se infatti venissero conteggiati nel computo del capitale Tier 1 allora il conto per la banca potrebbe scendere attorno ai 4 miliardi. Su questo fronte però dovrà dire la sua la Banca d'Italia. Fonte *** Da tempo Ghizzoni, CEO del colosso di P/zza Cordusio sostiene che per ora è da escludere un aumento di Capitale, gli eventi però lo portano a cambiare strategia, onde far fronte alle regole odierne, impostagli dalle autorità monetarie. Risultato di tutto questo è una repentina discesa del titolo a Piazza Affari che oggi crolla del 6,55%. Agli investitori questo ADC non piacerà, anche perchè le grane dell'istituto non finiscono mai, ma le regole sono regole e in qualche maniera il CDA dovrà implementarle.