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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

mercoledì 16 novembre 2011

SOS Italian Firm

Per motivi di bilancio o per congiunture legate all'attuale periodo che di contingente hanno ben poco, gruppi come Unicredit, Finmeccanica e Fiat, mostrano debolezze che tutto fanno pensare tranne che la loro leadership sia maxima. La super banca italiana soffre causa svalutazioni choc di asset in Europa, titoli di stato compresi, con problemi legati alla carenza di liquidità, costretta a non distribuire dividendi per il 2012, con annessa ristrutturazione delle proprie maestranze. In Borsa poi l'equity è talmente depressa, che ci sono rischi non tanto nascosti di una possibile scalata al titolo.  Per Finmeccanica invece, una vera e propria trimestrale a sorpresa, con oneri non ricorrenti poco sopra i 750 milioni ed una perdita di 324 milioni di euro contro un utile di 321 riferiti allo stesso periodo
del 2010 cioè -201%.
Come conseguenza immediata dismissioni all'orizzonte, azzeramento del dividendo e ottimizzazione del bilancio. Arrivando a Fiat, il discorso si fa un pò più complicato. Dopo una trimestrale dove Fiat auto ha chiuso il terzo trimestre 2011 con un trading profit di 850 mln di euro, ossia 150 mln di euro oltre le attese, però con il fardello del forte debito industriale, passato a 5,8 mld dai 4,1 mld attesi. Confermati i target 2011. Sembrerebbe tutto a posto ma..... i dati delle immatricolazioni stanno a confermare alti e bassi sul mercato, tanto che ad attobre le auto con il marchio Fiat hanno visto un calo delle vendite pari al 13,1% compensato però da un +15,9% di Lancia/Chrysler e dal +148,9% di Jeep. In flessione invece del 21% però troviamo Alfa Romeo, mentre Dodge, Ferrari e Maserati scendono addirittua del 53,7%.
Con dati così contrastati le prospettive per il futuro non sono tra le più rosee, considerando la congiuntura economica che stiamo attraversando. In Italia poi, dopo 41 anni di attività, il 23 novembre prossimo lo stabilimento Fiat di Termini Imerese (PA), dismetterà la produzione di auto, lasciando a casa circa 2.200 operai. In questi giorni l'Admin Marchionne sta cercando disperatamente di convincere gli amministratori a stelle e strisce della bontà dei suoi progetti Chrysler, nella terra degli yankee. Finanziamenti disperatamente finanziamenti....sempre più difficili da trovare.