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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 5 novembre 2011

La dracma? E’ solo questione di tempo!

Prima il referendum, poi la marcia indietro. Ma intanto il dramma greco continua.
O la tragedia, se preferite. Secondo Maurizio Piglia, Direttore investimenti della banca Savings & Investments, con sede ad Auckland in Nuova Zelanda, non ci sono alternative: la Grecia tornerà alla dracma, con una pesante svalutazione. E i greci dovranno abituarsi a vivere in base a ciò che producono, e non al di sopra dei loro mezzi. Non senza avere pagato un pegno ancora maggiore degli errori di alcune élite economiche e politiche.

Dr. Piglia, che dire del caso greco?
Domani il sole sorgerà ancora, anche su una Grecia in “default”, tornata a una  dracma svalutata del
70% sul vecchio Euro, costretta a fare i conti con la semplice legge che si vive di quel che si produce e non al di sopra di quello. Sicuramente tornerebbe il paradiso di vacanze a basso costo.

Ne è convinto, la Grecia fallirà?
E’ già fallita. Non si vedono alternative. Ormai i sui titoli di debito non valgono più niente, due giorni fa il biennale greco aveva un rendimento  teorico del 107 per cento. Se non è fallimento questo….

Intanto il G20 è riunito. Ed è evidente che il Fondo monetario internazionale dovrà aprire un paracadute per Italia e Spagna.  Com’è la crisi vista da un emisfero opposto, cioè dalla Nuova Zelanda?
Maurizio Piglia
Saving & Investment

Il mondo globale non risparmia nessuno. Puoi anche vivere dall’altra parte del mondo, ma il web ti mette in contatto con tutti. Ciascuno a casa sua, ma tutti nella stessa grande piazza elettronica.
La lezione della Grande Crisi che stiamo vivendo è piuttosto semplice, sebbene appaia complicatissima: non si può prescindere da certe regole. Se saltano, e si finisce nelle mani di una ristretta élite di banchieri, molti dei quali palesemente  truffaldini, si rischia di andare tutti a gambe all’aria. La realtà puoi anche tentare di distorcerla, ma lei ha il vizio di ripresentarsi senza cambiare di uno iota.

In altre parole?

Il capitalismo, quello vero, si fonda su un corollario noto: chi sbaglia paga, ognuno è responsabile dei propri  errori; il sistema , in questo modo, si “pulisce” e si prepara alla nuova fase. Noi invece continuiamo a vedere le stesse facce: azionisti e management di banche “spericolate”, detentrici di obbligazioni ormai palesemente spazzatura che hanno corso rischi inopportuni, facendosi pagare cifre immorali.

Ci vorrebbe un ricambio….

Schumpeter la chiamava “distruzione creativa”. E funziona, ha sempre funzionato benissimo: è catartica, è purificatrice. E, nel caso specifico, finalmente farebbe capire bene qual è, seriamente , il “valore di libro” di ciascuna banca d’ Europa. Per questo non ci sono alternative ad un ricambio e ad un ritorno a regole serie. (Di Claudio Del Dongo) fonte