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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

mercoledì 30 novembre 2011

UNICREDIT...sotto la lente

Le svalutazioni di bilancio penalizzano i conti

Il CdA di UniCredit ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2011, chiusi con una perdita netta di 9.320 milioni dovuta alla perdita di 10.641 milioni del terzo trimestre riconducibile a svalutazioni di natura straordinaria e non ripetibili (per un totale di 10.167 milioni al netto delle tasse), legate all’incidenza negativa sulla redditività attesa del mutato scenario macroeconomico e regolamentare. Escludendo tali svalutazioni, la perdita normalizzata del trimestre è di 474 milioni.

Sempre escludendo la zavorra delle svalutazioni straordinarie di bilancio (la più pesante fra queste è la
svalutazione del goodwill per 8.669 milioni al netto delle tasse, inclusa nella voce rettifiche di valore su avviamenti), l’utile netto normalizzato dei primi nove mesi del 2011 per Piazza Cordusio è di 847 milioni, sul quale comunque pesano i pesanti effetti della volatilità dei mercati finanziari nel terzo trimestre. Il risultato netto di gestione è pari a 2.914 milioni (+2,0% a/a grazie a una diminuzione delle rettifiche nette su crediti dell’11,8% a/a), mentre il margine di intermediazione si attesta a 19.108 milioni (-2,5% principalmente a causa di risultati di negoziazione in flessione del 29,4 per cento).
Gli interessi netti si attestano a 11.618 milioni (-1,0% a/a), e le commissioni nette ammontano a 6.268 milioni, in linea con il 2010 (-0,5%) ma in flessione del 4,4% trim/trim.
Trading loss and seasonality negatively affect the quarter
Il risultato netto della negoziazione, copertura e fair value risulta pari a 705 milioni, in forte calo rispetto ai 999 milioni del 2010. Il risultato del terzo trimestre è negativo per 285 milioni, rispetto ad un risultato positivo di 290 milioni nel secondo trimestre 2011. Gli altri proventi netti sono pari a 184 milioni (di cui 85 milioni nel terzo trimestre), anch’essi in forte diminuzione rispetto ai 299 milioni del 2010.
I costi operativi ammontano a 11.662 milioni, sostanzialmente stabili (+0,5% a/a). Al netto delle bank levies, i costi operativi mostrerebbero una diminuzione dello 0,4% rispetto al 2010. Nel terzo trimestre la voce risulta pari a 3.879 milioni (-1,2% trim/trim). Le spese per il personale sono stabili nei primi nove mesi del 2011 e raggiungono quota 7.032 milioni. Il terzo trimestre 2011 si attesta a 2.357 milioni (+0,6% trim/trim). Le altre spese amministrative si attestano a 4.153 milioni (+2,0% a/a). Nel terzo trimestre del 2011 la voce si attesta a 1.391 milioni (-1,9% trim/trim), anche per effetto della diminuzione delle spese di pubblicità, marketing e comunicazione.
Le rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali si attestano nei primi nove mesi del 2011 a 838 milioni, confrontandosi con gli 843 milioni dello stesso periodo del 2010.
Il rapporto costi/ricavi risulta pari al 61% (68% nel terzo trimestre, in crescita da 61% nel secondo trimestre), di poco maggiore rispetto ai primi nove mesi del 2010 (59 per cento).
Il risultato di gestione si attesta nei primi nove mesi del 2011 a quota 7.446 milioni, in diminuzione del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel terzo trimestre il risultato è di 1.846 milioni, in diminuzione del 27,0% rispetto al secondo trimestre, a causa dell’impatto negativo causato dalla perdita di negoziazione.
3Q11 results deeply impacted by significant non recurring items (mainly non cash items)
Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni ammontano nei primi nove mesi del 2011 a 4.533 milioni (in riduzione dai 5.141 milioni dello stesso periodo del 2010), equivalenti ad un costo del rischio annualizzato di 108 punti base. I crediti deteriorati lordi a fine settembre 2011 sono pari a 71,64 miliardi, con una crescita trim/trim del 2,5%. Le sofferenze lorde crescono del 4,1% trim/trim, mentre le altre categorie di crediti problematici lordi incrementano di appena lo 0,3% trim/trim. Il rapporto di copertura del totale crediti deteriorati lordi a settembre 2011 è in crescita rispetto a giugno 2011 e si attesta al 45,5%, con una copertura del 58,3% delle sofferenze e del 27,3% degli altri crediti problematici.
Gli oneri di integrazione ammontano a 180 milioni nei primi nove mesi del 2011, in aumento da 27 milioni dei primi nove mesi del 2010. Nel terzo trimestre la voce ammonta a 174 milioni.
Le perdite nette da investimenti risultano pari a 543 milioni nei primi nove mesi del 2011, rispetto ai profitti di 119 milioni del 2010. Il terzo trimestre 2011 evidenzia perdite nette da investimenti per 612 milioni, rispetto a una perdita di 15 milioni nel secondo trimestre 2011.
Capital ratios affected by Cashes reclassification and results dynamic
Passando infine ai ratios patrimoniali, il Core Tier 1 ratio si stabilizza a fine settembre 2011 a 8,74% (10,35% pro forma al 30 settembre per il previsto aumento di capitale di 7,5 miliardi) con una diminuzione trim/trim di 38 punti base, dovuto al contributo negativo della ristrutturazione dei cashes e alla dinamica del risultato netto, parzialmente mitigati dal beneficio derivante dal rilascio degli utili accantonati a dividendi nel primo semestre 2011. Gli attivi ponderati per il rischio nel terzo trimestre 2011 sono in crescita (+1,1% trim/trim) a 450,0 miliardi. Da un lato gli attivi ponderati per il rischio di mercato aumentano a 11,6 miliardi (+1,7 miliardi trim/trim) per effetto della volatilità dei mercati, dall’altro si assiste a una diminuzione degli attivi ponderati il per rischio di credito (-1,9 miliardi, a 383,0 miliardi) e per l’effetto floor di Basilea 1 a 4,5 miliardi (+4,4 miliardi vs giugno 2011) grazie ad azioni di ottimizzazione del capitale a parità di volumi di prestiti alla clientela. Il Tier 1 ratio si attesta al 9,68% e il Total Capital Ratio al 12,80 per cento. fonte