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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 15 novembre 2011

FRANCIA ...sempre più a rischio contagio


I timori su un possibile contagio della crisi del debito sovrano verso la Francia sono stati rilanciati da un think thank di Bruxelles e da una banca tedesca che mettono in dubbio la volontà di Parigi all’adozione delle riforme necessarie per fare ordine nei conti. Senza dimenticare che il 2012 é l’anno delle elezioni presidenziali.
La pubblicazione di una crescita superiore alle attese nel terzo trimestre non basta di certo a calmare gli spiriti, anche perché nel secondo trimestre del 2011 il dato é stato negativo.
Un quadro tutt’altro che ottimistico anche perché nel periodo compreso tra luglio e settembre a fronte di un aumento dei consumi delle famiglia sono diminuiti gli investimenti delle imprese
“Minori investimenti significa meno crescita, meno posti di lavoroe soprattutto é un indicatore che
l’economia sta rallentando e forse nel quarto trimestre sta andando verso la recessione. L’economia francese é lontana dalla ripresa
Il defict pubblico é al 7% del pil, piu’ del doppio dei parametri di Maastricht, senza parlare del limiti del 60% del debito é amapiamente superato. Un contesto cui si aggiungone le paure per l’esposizione delle banche francesi sul debito italiano pari a duemila miliardi di euro. fonte
Oltre tutto anche il debito francese comincia a preoccupare. Lo spread tra le obbligazioni a dieci anni e il bund è salito a 170 punti, aumentando di 50 in una settimana. Un livello simile a quello dell'Italia alla fine della primavera di quest'anno. Tutto questo mentre la Commissione europea prevede per la Francia una crescita debole, +0,6, nel 2012, e sprona Parigi a a fare di più per ridurre il deficit.

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