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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 20 novembre 2011

Crisi economica, Italia aumentano.....evasione e corruzione

 La Corte dei Conti per bocca del suo Presidente, in una relazione presentata alla Commissione Finanza del Senato, lancia l'allarme rosso sull'evasione in Italia.
Tra l'altro afferma: "Il nostro paese è secondo in Europa per il maggior numero di casi di evasione fiscale. Siamo secondi solo alla Grecia e il livello di evasione è pari al 18% del Pil”. Un dato agghiacciante, un livello mai visto negli anni passati e causato senza alcun dubbio da una crisi economica che ha ridotto notevolmente il potere di acquisto, un potere già ridottosi alcuni anni prima con il passaggio dalla lira all’euro". Il fatto è che l'Ufficio Erariale già si impossessa del 43% circa del reddito prodotto dagli italiani in regola col fisco, ma quello che sconcerta è che tale quota nei prossimi anni potrebbe addirittura aumentare portandosi vicino alla soglia del 45% e oltre, come conseguenza del taglio delle agevolazioni previsto nelle
manovre precedenti e con i possibili (se non certi) aumenti previsti delle imposte locali.

***Per quanto riguarda la corruzione in Italia, nella classifica dei paesi più corruttori, cioè quelli dove le aziende sono più disponibili a pagare mazzette, l’Italia sta al quindicesimo posto. Vale a dire, la peggiore d’Europa, con lo stesso punteggio di Hong Kong, Malesia e Sudafrica. E’ il risultato della ricerca sulla “predisposizione alla corruzione”, cioè il “Bribe Payers Index”, pubblicato da Transparency International, una delle più autorevoli organizzazioni internazionali impegnate sul tema
Transparency ha preso in considerazione le 28 economie più importanti del mondo e ha chiesto a oltre tremila manager internazionali il loro giudizio sul comportamento delle imprese di ciascun paese quando fanno affari all’estero, proprio sul fronte della disponibilità a corrompere. I paesi peggiori sono risultati nell’ordine Russia, Cina e Messico. Meglio dell’Italia fanno tutti i paesi europei considerati (Svizzera e Olanda a pari merito i più virtuosi), Stati Uniti, Canada, Giappone, ma anche Brasile e Corea del Sud. A livello globale, secondo Transparency, il settore più “sporco” è quello degli appalti e delle costruzioni, seguito dai servizi pubblici, poi l’immobiliare e il petrolio-gas.***fonte
A titolo di cronaca ecco qui di seguito un grafico con i livelli di corruzione percepita nei vari paesi del globo.