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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 4 ottobre 2011

FIAT...un'industria (senza incentivi statali) che annaspa

L'indipendenza di Fiat da Confindustria segna una svolta nella politica gestionale sia di Fiat che di Confindustria. Quest'ultima con l'uscita della più grande azienda privata a livello nazionale, si trova ad essere sempre più una Confederazione gestita da soci di riferimento a carattere prettamente Statale (ad es. Ferrovie dello stato, Eni, Enel, Finmeccanica, ecc. ecc..) ai quali deve rispondere e sottostare. Il Lingotto da parte sua (Marchionne in testa) può continuare la sua politica di decentramento delle sue attività, ben sapendo che le dismissioni italiane non potranno più
essere sovvenzionate da incentivi statali o similari.  
Fiat: il ministroSacconi, uscita da Confindustria? Spero in ricomposizione
***"Speriamo si possa ricomporre la frattura nel segno delle funzioni sindacali di modernizzazione del sistema imprese. Mi auguro ci sia una ricomposizione". Cosi' a margine di un convegno il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, valuta "con preoccupazione" l'uscita di Fiat da Confindustria definendola "un segnale di disgregazione"***Ai cronisti che gli chiedono se l'uscita da Confindustria avra' come conseguenza anche un'uscita dall'Italia, il ministro replica: "mi sembra sciocco leggerla in questo senso. Gli ultimi annunci sugli investimenti a Mirafiori indicano che il gruppo multinazionale e' ben radicato in Italia"*** ( fonte )

Oltre a queste beghe Fiat deve incassare anche dei dati di fatto che la rendono ancora più vulnerabile sul piano economico come ad esmpio: ***Oggi sono stati resi noti i dati delle immatricolazioni di nuove auto nel mese di settembre. Fiat Group Automobiles ha venduto in Italia 42.538 unità, segnando un calo del 4,7% rispetto alle 44.344 unità di settembre 2010. Ad agosto le immatricolazioni del Lingotto avevano registrato un calo del 3,17%.*** ( fonte ) Dunque, come se non bastasse, un'altra tegola per Marchionne che si aggiunge alle tegole che arrivano dall'America ( vedi post ). Una cosa è sicura. Fiat dopo lo spin-off non ha fatto altro che perdere sui mercati , sia come quotazione titolo che come (media) vendite. Daltronde l'avevo detto in un post precedente che le quotazioni del Lingotto erano sopravalutate. Da 2 gg. Il titolo soffre in Borsa come non mai, come se la fiducia su Marchionne si fosse dileguata all'improvviso.