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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 15 settembre 2011

Se la crisi peggiora

Sabato 17 settembre Moody's (passati i classici 90 gg.dal precedente) emetterà un suo giudizio sull'Italia per quanto riguarda la qualità degli strumenti messi in campo onde contrastare la crisi debitoria, oltre che sulla credibilità internazionale dei nostri governanti. Oggi come oggi l'Italia è più vulnerabile della stessa Spagna. Situazione politica e continui scandali giudiziari che a giro investono i nostri leaders, non aiutano certo ad essere fiduciosi. Non voglio pensare ad un eventuale downgrade, che per noi sarebbe catastrofico. Lo spread e le aste sui nostri titoli di stato, diverrebbero un serio problema e noi ci sentiremo come sul Titanic. Il rating di Moody's
arriverà a mercati chiusi (sabato appunto) e con l'aria che tira in Italia ed in Europa tutto è possibile. La BCE ostenta un certo ottimismo sulla credibilità dell'ultima manovra, ma una cosa è certa, non sarà ne sufficiente ne risolutiva. Senza crescita non si va da nessuna parte e il “bel paese” non cresce. Con le ultime manovre (ma non basteranno) l'Italia si impoverirà di parecchio. In questi anni, la delocalizzazione di tante nostre aziende ha procurato non pochi problemi sociali, sia per i dipendenti che vi lavoravano che per l'indotto.
Il nostro patrimonio di piccole e medie imprese è in grande difficoltà, (ve lo dice un ex imprenditore con trent'anni d'esperienza sulle spalle) oberate da una pesante burocrazia, da tasse sempre più onerose, da un costo del lavoro al limite della sopportazione e come ciliegina sulla torta da un continuo calo del profitto legato ad una sfrenata concorrenza estera, che dire “sleale” è puro eufemismo. Tutto ciò si tradurrà in ulteriori restrizioni al credito, calo dei consumi e sfiducia diffusa. Di ricette per la soluzione dei problemi se ne sentono a iosa, sia sui Media che sul Web. Per esempio: http://www.tasse-fisco.com/finanziaria-manovra-dl/2011-ricetta-uscire-crisi-economica-2011-cosa-fare-punti/7803/ oppure da santoni come: http://www.lettera43.it/economia/macro/24329/per-il-nobel-la-crisi-si-vince-creando-lavoro-e-fissando-regole-rigide_breve.htm. Per l'immediato, son convinto che la ricetta primaria sia da ricercare prima all'interno del nostro sistema politico ed economico, e poi a livello continentale, riferito alla governance europea ed ai rapporti tra stati membri. Bisogna aver coraggio sia dall'una che dall'altra parte, ma sopratutto scongiurare un possibile degrado sociale che a differenza di altri momenti storici, può essere alimentato dai sistemi interattivi di internet come i Social Network o i Bloggers. Di tutto questo dovrebbero tener conto i nostri governanti, di qualunque paese e a qualunque livello.