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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 14 giugno 2011

Unicredit....un'altra tegola?!?

Data...08 giugno 2011
***Il giudice distrettuale Jed Rakoff ha detto che deciderà se il fiduciario per la liquidazione della ditta Bernard L.Madoff, sarà possibile utilizzare legge racket degli Stati Uniti per citare in giudizio con sede a Milano UniCredit SpA con altre banche, nella più grande sfida finora intentata da Irving Picard. Quest'ultimo ha citato in giudizio nel mese di dicembre a New York, Bank Medici AG, il suo fondatore, Sonja Kohn, e decine di soggetti austriaci e italiani tra cui UniCredit per 19,6 miliardi dollari. Il tribunale fallimentare rappresenta quasi i due terzi della somma di 90 miliardi di dollari che il Picard sta cercando di recuperare
attraverso 1.000 azioni legali per gli investitori nel sistema Ponzi. Unicredit è accusata da Picard di trascurare i segnali di frode Madoff che partecipavano ad un "sistema illecito" con Sonja Kohn (62 anni banchiere di Vienna).
Inoltre lo scorso mese, l'accusatore ha chiesto al giudice Rakoff  di decidere se la legge che si applica al racket fuori degli Stati Uniti è in via di adesione alla sua richiesta. Rakoff ha affermato che alla richiesta del Picard "plausibilmente" esistono presunti elementi di racket, secondo un documento del tribunale.****

Per farla breve.... ***la banca italiana sostiene che una recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha "rovesciato"  le prove storiche per l'applicazione del diritto degli Stati Uniti in altri paesi. Mette in dubbio se Picard può utilizzare la RICO (legge federale statunitense, pensata per combattere il crimine organizzato), per raggiungere "una impresa esistente presunta quasi interamente al di fuori degli Stati Uniti ed espressamente dirigere il suo comportamento contestato alle persone che vivono all'estero".
Dal canto suo, il portavoce di Picard, ha rifiutato di commentare queste dichiarazioni.*** fonte